Accordo sul Recovery Found: vantaggi e rischi

Di Paola Pieroni. Dopo 4 giorni e 4 notti di intensi negoziati, i 27 paesi hanno raggiunto un accordo sul Fondo per la Ripresa di 750 miliardi di euro che verranno distribuiti tra
il 2021 e il 2023 e rimarranno fino al 2026, mentre il rimborso del denaro a prestito, con tasso agevolato e garantito, dovrà iniziare dal 2027. L’intesa storica nel suo genere,
segna una tappa memorabile per l’Europa e per l’Italia. E’ infatti la prima volta nella storia che si debba ricorrere alla Commissione Europea per indebitarsi per una cifra così
ingente. Il nuovo debito dovrebbe indurre i 27 a creare delle tasse europee in vista del suo rimborso. La negoziazione è stata interminabile perché i nodi da sciogliere erano
molti, non da ultimo il rischio di pochi paesi di mettere sotto scacco l’intera compagine. Sulla proporzione tra prestiti e sussidi, Francia e Germania hanno dovuto
ridimensionare le aspettative. In sintesi il Fondo per la Ripresa che raccoglierà 750 miliardi di euro sul mercato, distribuirà sussidi per 390 miliardi e 360 di prestiti con tassi
agevolati e garantiti da Bruxelles, e non quindi 500 e 390 come in un primo momento si pensava che fossero. All’Italia è andata indubbiamente la fetta più grossa con il 28%,
in quanto è stato tra i paesi, il più colpito dalla pandemia. Sul fronte finanziario, il premier Conte è riuscito a strappare 120 miliardi di prestiti e 80 di sussidi a fondo perduto.
Mentre l’ammontare dei sussidi è rimasto pressoché invariato, grazie ad una modifica introdotta, il nostro Paese dovrà comunque accettare, in virtù di quest’accordo,
regole più intrusive nella gestione del denaro. La quota dei prestiti è invece aumenta a favore dell’Italia che da 91 previsti sono passati a 120. Ma il rischio che ogni singolo
Governo possa innescare la procedura per bloccare tutto, rimarrebbe sempre dietro l’angolo. Sui rischi che i 39 miliardi in più darebbero all’Italia, il leader di Fratelli d’Italia
Giorgia Meloni e il centro destra si vedono battaglieri. Seppur più radicale il leader della Lega che bacchettona il Recovery Fund come un superMes e “una fregatura grossa
come una casa”, Giorgia Meloni commenta in modo più argomentato e aulico: “Che sarà un’Italia commissariata da Rutte e super tassata, mentre è tornato a casa con meno
sussidi e più condizionalità, nonostante il premier si sia battuto contro le pretese egoiste dei Paesi nordici, il risultato finale non è quelle sperato. Il forte rischio di perdere
molti miliardi su altre voci di bilancio sarebbe altissimo, se a monte non ci fosse nessuna revisione degli assetti europei che penalizzano in modo strutturale l’Italia e la sua
economia”. In occasione di un incontro pubblico, poi Giorgia Meloni, si lascia andare e va dritta al dunque: “Se ti indebiti per i monopattini, è normale che ti prendono per
matto”, riferendosi a Conte. E il povero monopattino passerà alla storia, come mai nessun mezzo abbia mai fatto fino ad oggi.