Ciccioli (FdI): Osa sfidare la lobby della sanità marchigiana

Qualcuno osa sfidare la lobby della sanità marchigiana. E chi meglio di un medico e deputato può farlo: Carlo Ciccioli, portavoce regionale
di Fratelli d’Italia lancia un avvertimento al Governo regionale attualmente in sede a Palazzo Raffaello e sulle manovre sottobanco in
essere in queste ultime settimane. Secondo Ciccioli, ci sarebbero state molte nomine sospette in ambito regionale che, non rispondono a
logiche lineari ma sembrano appartenere a partite di scambio, tipiche dei semestri bianchi. “Si danno un gran da fare in ambito regionale,
tra giunta e Asur –fa sapere Carlo Ciccioli- per sfornare una serie interminabile di nomine, tutto per portare a casa gli assetti e le dirigenze
preferite a pochi mesi dal termine del mandato della Giunta. Mi sento di dire umilmente alla Giunta di non procedere in tal senso, in
quanto tutto ciò oltre ad essere scorretto dal punto di vista politico, è foriero di pregiudizio nei confronti dei nominati. Nel caso di un
prevedibile cambio di Governo regionale, questo poi comporterebbe contenziosi, revoche e “tutoraggi” da parte di altri nei confronti dei
nominati, in quanto non espressione del nuovo Governo, mettendo in cattiva luce gli stessi prescelti, al di là delle loro effettive capacità.
Stiamo dunque molto attenti. Noi stiamo annotando tutto -avverte il portavoce di Fratelli d’Italia- e smonteremo tutto a tempo debito”.
Ma questi non sono solo pensieri di molti politici dell’opposizione e cittadini sul termometro rosso della sanità delle Marche e italiana. Il
discorso sanità è inserito in un quadro ben più complesso, raccontato anche da due autorevoli autori, Francesco Carraro e Massimo
Quezel. Nel libro “Salute spa, la sanità svenduta alle assicurazioni”. Ci sarebbero, secondo i due esperti, la mano delle lobby dietro la
partita di scambio verso il progressivo arretramento della sanità pubblica, giustificato da una parte dalle richieste di Spending Review
dell’Ue, a cui fa seguito il Governo nazionale e Regionale: è come se i politici facessero il lavoro più sporco, comprimendo le fasce di
prestazioni sanitarie gratuite e di farmaci acquistabili a costo zero dai malati e parallelamente depotenziando le strutture mentre
investono fondi nella sanità privata. Tornaconti immediati politici sì, ma rimedi peggio del male sulla salute dei cittadini. Il lavoro pulito è
invece affidato alle compagnie di assicurazione, che hanno pronto il pacchetto ideale per risolvere il problema, in primis la sanità
integrativa, il nuovo eldorado. Lo scenario prevedibile sembrerebbe la distruzione della Servizio Sanitario Nazionale, proprio quello creato
nel 1978, come diritto alla salute per tutti. Un vero e proprio “delitto perfetto” a favore delle compagnie assicurative prima, e banche poi.
Il cerchio quadra tutto e tornano pure i conti economici. I due autori ci racconto, infatti, il mondo sommerso nel quale la salute è
schiacciata tra tornaconti politici e interessi privati e l’avanzare della sanità integrativa. Intanto 10 milioni di italiani si vedono ogni anno
costretti a rifiutare visite specialistiche per problemi economici. La tutela della salute è un fatto di civiltà e non riguarda solo chi sta male:
è interesse della collettività non solo del singolo. Per gli autori, come per il centro destra, reagire si può, prima che sia troppo tardi.
Paola Pieroni