Accordi commerciali UK-USA: lettera a rivenditori UK per dire no a ormoni, pollo al cloro e antibiotici

“Il Governo deve accelerare i tempi di erogazione delle risorse al Fondo di Solidarietà Bilaterale
dell’Artigianato. Rispondiamo quotidianamente a imprenditori che chiedono chiarimenti: troppi
giorni sono trascorsi, si è creata una situazione non ragionevole né rispettosa delle necessità di chi
da mesi è senza stipendio”. L’appello arriva dai vertici della CNA Territoriale di Fermo, Paolo
Silenzi e Alessandro Migliore: “Come CNA nazionale – riferiscono Presidente e Direttore –
abbiamo sollecitato lo sblocco dei tempi di erogazione delle prestazioni connesse all’emergenza
sanitaria”. Inoltre, CNA ha chiesto di trovare con urgenza risorse aggiuntive per fare fronte alle
numerose domande che continuano ad arrivare e per quelle relative al mese di maggio, a causa del
perdurare di una crisi che rende le risorse finora stanziate non più sufficienti.
Ma cosa è successo? “Dal 19 maggio al 26 giugno sono passati 38 giorni: tanti giorni ci sono voluti
perché una prima parte dello stanziamento per finanziare la cassa integrazione dei dipendenti delle
imprese artigiane, previsto del Decreto Rilancio, arrivasse nella disponibilità dell’ FSBA – spiegano
Silenzi e Migliore – mettendolo nelle condizioni di riprendere, finalmente, a pagare il sostegno al
reddito dei lavoratori ancora in attesa di percepire l’assegno di marzo e aprile. Speriamo di non
dover attendere altri 38 giorni per ogni accredito successivo”.
Come noto, l’emergenza sanitaria ha portato le sue drammatiche conseguenze in un territorio già
fortemente compromesso dal punto di vista economico: “Secondo i dati elaborati dal Centro Studi
Sistema di CNA Marche – dice Paolo Silenzi – anche se i primi cinque mesi dell’anno registrano una
sostanziale tenuta del numero di imprese attive nel Fermano, tuttavia le perdite di imprese si
concentrano ancora nelle manifatture, con – 321 unità, nel settore agricoltura e pesca, con – 50
unità, e nel commercio, che segna -38 imprese”. Tra dicembre 2019 e maggio 2020 il Fermano ha
visto 109 aziende chiudere i battenti portando da 18.199 a 18.090 le imprese attive, con una
variazione percentuale dello 0,6%, mentre a livello nazionale i dati riportano un -0,2%. Nella
comparazione relativa agli ultimi 10 anni, la provincia di Fermo mantiene la maglia nera, con 2.281
imprese perse tra il 2009 e il 2019: una variazione pari al -11,1%, contro il -8,3% delle Marche e il –
2,8% nazionale.
Fermo, 30 giugno 2020 L’Ufficio Stampa