Molti processi, poche condanne: l’abuso d’ufficio frena la PA

La riforma dell’abuso d’ufficio è già rientrata nei piani del Governo. Lo si vede perché, comporta molti processi, poche condanne e
parallelamente tanti soldi spesi, frenando l’operato della Pubblica amministrazione. L’obiettivo che si andrebbe a perseguire con la
riforma dell’abuso d’ufficio, sarebbe quello di evitare che l’incertezza giuridica -determinata dalla quantità di leggi e regolamenti- e la
paura di dover rispondere in via penale, freni l’attività della Pubblica Amministrazione (PA). È il così detto fenomeno della “burocrazia
difensiva”, che se da una parte protegge da rischi, dall’altra pecca in termini di qualità dei servizi offerto, perché per paura del penale ci si
frena a prendere decisioni. Insomma un cane che si morderebbe la coda. Le norme sono tante, a volte di difficile interpretazione, con
difficoltà ad applicarle, dall’altra sulla discrezionalità incombe il reato di abuso d’ufficio anche se la maggior parte dei processi si risolvono
in assoluzione, questa arriva dopo tanti anni. E non va sottovalutata la questione economica, ovvero la necessità di mettere mano al
portafoglio per stare in giudizio. È troppo ampio il perimetro in cui si circoscrive l’azione di abuso d’ufficio, reato che poi risulta difficile
anche da dimostrare. Secondo un’indagine svolta nella Regione Campania, insieme al coordinamento dell’ università di Salerno, riportata
sul “Sole 24 ore”, il 65% degli intervistati dichiara di sentirsi condizionato nell’attività, dal timore di essere sottoposto ad un procedimento
per abuso d’ufficio. A ciò si aggiunge l ‘art.323 del codice penale, che prevede l’abuso d’ufficio, non pare in grado di orientare con
chiarezza, l’agire dei funzionari nella pubblica amministrazione. Tendenza confermata dai dati del ministero della Giustizia: dei 7133
procedimenti definiti nel 2018 dagli uffici Gip e Gup, 6142 sono stati archiviati, di cui 373 per prescrizione. Secondo il professore emerito
di diritto penale della Sapienza di Roma Giorgio Spangher: “l’abuso d’ufficio è la punta di un giudizio di responsabilità che va modificato,
escludendo almeno la colpa lieve: bisogna decidere quale sia il limite della discrezionalità amministrativa”. Più radicale è la proposta di “il
reato d’ufficio non va modificato. Va abolito. È una nostra vecchia battaglia. È un reato troppo generico che non serve: bastano le norme
che sanzionano le condotte specifiche. Altrimenti è un buco nero, dove far ricadere nella dimensione penale, condotte di illegittimità
amministrativa”.

Fonte: il Sole 24 ore