Migranti lungo la rotta balcanica

La chiusura e il maggior controllo nel mare Mediterraneo con respingimenti e ostacoli posti sulla
rotta di mare, il tutto unito alla pericolosità dell’affrontare il mare aperto su vecchie carrette, lungi
dal fermare i flussi migratori, ha invogliato a cercare nuove rotte da percorrere. Per ovvii motivi
geografici la rotta balcanica è risultata la più agevole da percorrere, ma proprio i paesi ex-blocco
sovietico, pur avendo sofferto sulla loro pelle il significato di essere angariati, si stanno
dimostrando i più severi e riottosi nell’accoglimento dei migranti. Secondo le associazioni Balkan
Info Van, No Name Kitchen e Sos Team Kladusa, che hanno redatto il report “Respingimenti illegali
e violenza al confine”, attraverso le testimonianze delle persone respinte in Bosnia-Erzegovina,
dopo aver tentato di attraversare la Croazia e, in alcuni casi, la Slovenia, i migranti sono stati
respinti, arrestati, espulsi, senza avere mai avuto la garanzia di un processo o avere visto un
giudice.
I migranti hanno denunciato le sevizie da parte delle polizie di Croazia e Slovenia, con sequestro di
scarpe e zaini, il tutto condito da gratuite percosse. Tre algerini fermati a Plitvička Jezera hanno
denunciato di essere stati pestati a sangue dai gendarmi croati, poi liberati e portati privi di scarpe
in Bosnia, finendo poi a rifugiarsi in un centro di accoglienza a Velika Kladusa. Accuse che il
ministro degli Interni croato, Davor Božinović, ha respinto con decisione, sostenendo che “Nessun
abuso di potere nei confronti dei migranti è stato registrato finora”. Parole che non sembrano aver
rassicurato del tutto la Commissione europea che, in risposta a un’interrogazione di 22
europarlamentari sulle violenze della polizia croata, ha dichiarato di essere in contatto con la
Croazia per quanto riguarda l’attuazione del sistema europeo comune di asilo, anche in relazione
alle accuse di maltrattamento di cittadini di paesi terzi e la mancanza di possibilità di chiedere
asilo. La Commissione ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione.
Sono segnalate anche bande addestrate di uomini vestiti di nero che attaccano i migranti di notte
rubandogli tutto e costringendoli a tornare indietro, la rotta balcanica ora è chiamata in gergo
“The Game”, per il rischio che comporta percorrerla. Alcuni migranti hanno tentato 19 volte il
passaggio, venendo sempre trovati e respinti prima di arrivare in salvo. In tutto questo scenario
gioca la Turchia di Erdogan, che usa il fenomeno migranti per tenere in scacco la UE, fra finte
chiusure e annunciate aperture in caso non arrivino i fondi europei. In mezzo ci sono braccia e ossa
rotte dalle violenze subite a carico di persone colpevoli solo di fuggire da fame e guerre.
MAURIZIO DONINI