Le App di tracciamento Coronavirus in arrivo

L’Europa è intervenuta nel dibattito sulle app di tracciamento anti Covid-19 per garantire i cittadini
europei, specificando che l’uso delle applicazioni non dovrebbe essere obbligatorio e dovrebbero
essere incluse clausole di durata massima in modo tale che le applicazioni siano disattivate non
appena sarà finita la pandemia. Gli eurodeputati hanno sottolineato che i dati devono essere resi
anonimi e non devono essere conservati in banche dati centralizzate per limitare il potenziale
rischio di abusi. Gli eurodeputati hanno anche chiesto massima trasparenza sul funzionamento
delle applicazioni, sugli interessi commerciali degli sviluppatori e sul ruolo delle applicazioni nel
minimizzare il numero dei contagi. Juan Fernando López Aguilar, Presidente della Commissione
parlamentare per le libertà civili (LIBE), ha detto che le applicazioni svolgono un ruolo importante
nel mitigare la crisi e ha accolto con favore l’introduzione degli orientamenti della Commissione
europea. Ha però anche ricordato che i diritti fondamentali e la protezione dei dati personali
devono essere rispettati: “Controlleremo che tutti i principi e le regole delle leggi dell’UE siano
rispettati durante la lotta a COVID-19. Ciò include applicazioni e tecnologie per monitorare i
modelli di diffusione della pandemia.”
La Commissione europea ha detto che le applicazioni di tracciamento dei contatti basate sulle
tecnologie a corto raggio come il Bluetooth sono molto promettenti dal punto di vista della salute
pubblica. Queste applicazioni avvertono gli utenti quando si trovano in prossimità di persone
contagiate registrando anche i contatti che una persona non nota o non ricorda di aver avuto,
senza però tracciare la posizione dell’utente. In combinazione con questionari e altri metodi,
queste applicazioni possono fornire maggiore accuratezza e aiutare a limitare la diffusione del
virus minimizzando i rischi alla tutela della vita privata.
Dati sanitari e di posizione rientrano nella categoria dei dati sensibili, In cooperazione con il
garante europeo della protezione dei dati e il comitato per la protezione dei dati la Commissione
europea e i paesi membri hanno preparato degli orientamenti e un pacchetto di strumenti sullo
sviluppo delle applicazioni mobili durante la crisi. Lo scopo è garantire la tutela dei dati personali e
limitare l’invadenza delle applicazioni mobili nella vita privata. Gli orientamenti relativi alla
protezione dei dati sono una parte essenziale delle linee guida proposte dalla Commissione
europea. Gli orientamenti sottolineano che le applicazioni devono essere pienamente conformi
alle regole di protezione dei dati dell’UE e che devono rispettare il regolamento generale sulla
protezione dei dati e la direttiva e-privacy su vita privata e comunicazioni elettroniche. Il 13
maggio la Commissione europea ha incluso l’uso delle applicazioni di tracciamento dei contatti
negli orientamenti per la ripresa dei viaggi in Europa. La Commissione ha sottolineato che le
applicazioni devono essere interoperabili in modo tale che le persone possano essere allertate
anche quando viaggiano in altri paesi dell’UE.
Se si scopre di essere stati contagiati da Covid-19, l’app dovrà chiedere l’autorizzazione a
condividere l’informazione in modo anonimo con le persone con cui sa che siamo entrati in
contatto prolungato nei 14 giorni precedenti. La certezza del contagio sarà data da un
identificativo del test, accompagnato dalla data. A quel punto l’applicazione ci chiederà conferma
che siamo sicuri di voler inviare il risultato in modo anonimo alle persone potenzialmente
contagiate da noi.
MAURIZIO DONINI