Corona virus tra modelli matematici e buon senso

Quanti sono gli esperti ingaggiati dal governo italiano? L’ultima cifra attendibile pare 470 divisi in
molteplici task-force, anche se il premier ribadisce che sono solo due; ma ovviamente ogni
ministero si è fatto la sua e le regioni non sono state a guardare. Una politica che ha abdicato al
proprio ruolo, anche duramente richiamata a questo dal neo-presidente di Confindustria Bonomi,
si è affidata vieppiù alle indicazioni degli esperti. Sicuramente in campo sanitario un virologo o
epidemiologo ha autorevolezza superiore a chiunque altro, ma questo è valido solo nel suo
ristretto campo di azione. Un medico vede i decessi relativi al campo sanitario e su questo basa le
sue indicazioni, ma ora più che mai i dati hanno rivelato di non essere così efficaci e definitivi come
si potrebbe pensare.
I numeri dei morti nella bergamasca, ad esempio, è di quattro volte superiore lo stesso periodo
dello scorso anno, in un’era storica in cui l’età media si allunga, eppure solo la metà sono
addebitate al Covid-19. Il vizio risiede nella stessa rigorosa disamina dei casi, se un morto non è
fatto risalire direttamente al Coronavirus non viene etichettato come tale, i decessi nelle RSA sono
usciti in buona parte da questa statistica, almeno fino a che non è scoppiato l’allarme in tutta la
sua intierezza.
Basti pensare che ora si inizia a sospettare che già ad ottobre il virus fosse in giro per il mondo,
quanti saranno stati i decessi a causa del Covid-19, ma imputati ad altre cause? Dati diversi
portano a decisioni diverse, un economista vede i danni causati al pil dall’impatto del contagio, dal
punto di vista economico si parla di calo della forza lavoro disponibile, per i medici sono morti da
evitare, per i politici un problema da risolvere. Ma come mettere assieme tutti questi numeri
provenienti da fonti diverse e ricavarne un modello da applicare? Al momento si contano già vari
suicidi a causa della crisi economica derivante dal Covid-19, ma verranno etichettati come suicidi e
non quali morti da virus, eppure la causa scatenante è stato il contagio. E ancora, soprattutto nelle
zone del terzo mondo, quanti morti per fame e stenti avverranno a causa del Coronavirus e
saranno assegnati alla denutrizione? Potremmo aggiungere che la crisi economica, estremamente
più pesante che quella finanziaria del 2008, non solo provoca suicidi, ma molto probabilmente
aumenterà l’indice di criminalità, come si potranno mai conteggiare decessi dovuti a questo
fattore nel campo del Coronavirus?
E’ chiaro a questo punto che i modelli matematici possono dare indicazioni, ognuno nel suo
ristretto campo di azione, ma solo una visione globale improntata al buon senso può generare
soluzioni pratiche. A vedere quanto prospettato come strategia post-covid dai nostri politici, forse
non è il caso di essere esattamente molto ottimisti sul futuro prossimo.
MAURIZIO DONINI