Le nuove frontiere del sesso – Il fatturato del mercato a luci rosse

Il business a luci rosse è una macchina da 100 miliardi di euro. Non si parla solo di prostituzione, che di per
sé supera i 5 miliardi di euro, con le escort “top class” che arrivano a guadagnare dai 10 ai 15 mila euro al
mese, senza contare tutti gli eventuali extra. Al classico mestiere più antico del mondo vi si affianca il
mondo online, con le “camgirl”, si conta siano almeno 18.000 donne, per la maggior parte studentesse
universitarie, che nelle mediamente 6 ore di lavoro giornaliero davanti ad una webcam, guadagnano oltre
2.000 euro al mese. Il gigolò, invece, non va a tariffa oraria, ma a “gettone”, e guadagna tra i 500 e i 1000
euro a incontro, a seconda del servizio richiesto e del tempo dedicato.
L’online è un motore che nel sex business assomma il 15% della rete, i siti hot raggiungibili con un clic del
mouse sono quasi 30.000.000, con l’industria dei sex toys che vale oltre 20 miliardi di dollari in tutto il
mondo e che annovera le donne tra i maggiori acquirenti (le giovani tra i 20 e i 30 anni sono quelle che
comprano di più, seguite dalla fascia dai 30 ai 40 e da quella dai 40 ai 50). La garanzia dell’anonimato in
questo campo, la possibilità di acquistare senza problemi, ha tolto ogni remora e invita tutti a provare i
giocattoli erotici. Milano è in testa alla classifica tra le città italiane per le vendite con il 20 per cento degli
acquisti totali, segue Roma con il 15 per cento e Torino con il 5 per cento. Per quanto riguarda l’utenza, il
60 per cento sono i Millennials, con il 31 per cento che ha meno di 24 anniu; il 90 per cento dei ragazzi tra
8 e 16 anni consuma pornografia in Rete e, quasi sempre, la prima volta è accaduto casualmente (l’età
media per il primo video è 11 anni).
Il vizietto di guardare i video hot online continua a macinare numeri, Xvideos, la più grande piattaforma
online di film a luci rosse, da sola collezionerebbe quasi 5 miliardi di pagine viste al mese, quasi la metà di
quelle registrate da Wikipedia. Curiosamente il settore del video porno professionale soffre fortemente a
causa della pirateria che posta i films sul web, agli AVN, gli “Oscar” del porno che si tengono ogni gennaio a
Las Vegas, c’erano solo quattro case di produzione. Nel 2002 erano più di 20 e nel 1998 il business dei film
a luci rossi valeva più di quello di Hollywood, e il cachet degli attori si è dimezzato, le donne sono passata
da $ 1.000 a $ 500, gli uomini ancora meno. Per combattere la crisi sul mercato del porno online è
approdato il crowdfunding, Offbeatr è la prima piattaforma per progetti a luci rosse. Che siano film, servizi
online o una nuova linea di sex toys, chiunque può presentare il suo progetto alla community di Offbeatr, a
caccia di finanziatori.
Se poi l’anonimato per voi è fondamentale, potete usare la valuta virtuale Titcoin, criptovaluta peer-to-
peer, progettata ed immessa sul mercato dell’intrattenimento a luci rosse nel 2014, allo scopo di
proteggere la privacy degli acquirenti. Il Titcoin, peraltro, ha una capitalizzazione di mercato di circa 1
milione e 200 mila euro. In circolazione ci sono 45 milioni di coins, con un valore pari a 0.027 euro per
singolo coin, che, nell’ultimo anno, è cresciuto vertiginosamente.
Accanto a tutte queste voci di bilancio, non bisogna dimenticare quella costituita dai siti di incontro, che
ieri non esistevano ed oggi valgono oltre 2,2 miliardi di dollari di fatturato solo negli Stati Uniti, con una
crescita di 100 milioni di dollari l’anno. Tra le app più interessanti del momento, Tinder, in grado di
generare 26 milioni di “match” ogni giorno, con un totale di utenti iscritti che supera i 50 milioni.
Secondo i dati ufficiali, il 23 per cento delle coppie oggi si forma proprio grazie a Tinder e agli altri servizi di
dating online. Simili nella sostanza, ma diverse nei fini, le app per “gli incontri senza sentimenti” che
promettono solo sesso e niente complicazioni e quelle per scambisti.
MAURIZIO DONINI