Covid-19 e slot aeroportuali: cosa è cambiato e cosa cambierà per le compagnie aeree europee?

Nonostante il crollo della domanda, alcune compagnie aeree hanno continuato a operare per mantenere i propri slot aeroportuali. La pandemia ha cambiato le regole del gioco, tutelandole. Ma presto farne le spese potrebbero essere i passeggeri.

Londra, aprile 2020. L’epidemia di Covid-19 ha innescato una forte diminuzione della domanda di viaggi aerei in tutto il mondo. Nonostante ciò, alcune compagnie aeree hanno continuato, fino a poco tempo fa, a far volare aerei praticamente vuoti. Sembra assurdo, costoso, per non dire dannoso per l’ambiente. Cosa ha incentivato le compagnie aeree a farlo? In che modo le regole sugli slot aeroportuali Covid-19 – entrate in vigore il primo aprile 2020 – hanno cambiato la situazione?

Steven Truxal spiega come le norme che disciplinano l’assegnazione degli slot europei (per slot si intende un intervallo di tempo assegnato a una compagnia aerea per il decollo o l’atterraggio dei suoi aeromobili negli aeroporti con grande traffico, ndr) siano state modificate alla luce della pandemia di coronavirus. Docente di Diritto aeronautico e aerospaziale alla City University of London, il Dr Truxal  spiega le implicazioni di questi cambiamenti per le compagnie aeree e conclude che presto potrebbe essere necessario modificare anche i diritti dei passeggeri.

La domanda di viaggi aerei è aumentata drasticamente dopo che i mercati delle compagnie aeree nel Regno Unito e nel resto d’Europa sono stati deregolamentati e liberalizzati, e in particolare con la crescita dei low-cost. Detto questo, l’espansione delle necessarie infrastrutture aeroportuali non sempre ha tenuto il passo con la domanda. Di conseguenza, molti aeroporti sono diventati congestionati, e gli slot aeroportuali sono in scarsissima offerta.

Come funziona in pratica l’assegnazione degli slot?

Secondo il regolamento 95/93 che presiede all’assegnazione delle bande orarie aeroportuali, una compagnia aerea deve gestire la serie di bande orarie assegnate per almeno l’80% del tempo durante la stagione per la quale è stata assegnata. Questa regola è comunemente chiamata use-it-or-lose-it o regola 80/20. Altrimenti, le bande orarie sono riassegnate ai vettori aerei storici.

Se le bande orarie non sono disponibili, le compagnie aeree possono scambiare le bande orarie con denaro o altri corrispettivi. Gli scambi negli aeroporti del Regno Unito sono stati particolarmente diffusi. Nel 2017, International Airlines Group, la società madre di British Airways, ha acquistato slot aeroportuali da Monarch Airlines per 60 milioni di sterline. Gli slot aeroportuali sono risorse economiche preziose, per cui le compagnie aeree sono incentivate a mantenerli, a qualsiasi costo.

Così, anche a fronte della pandemia e della grande incertezza economica, le compagnie aeree hanno continuato a far volare aerei vuoti per paura che non operare per almeno l’80% nella stagione in corso significhi che gli slot saranno restituiti al pool di slot e gli slot della prossima stagione andranno persi per loro. Ovvero, a meno che e fino a quando le regole non saranno cambiate.

Regole degli slot Covid-19

Il 13 marzo la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha annunciato la tanto agognata modifica della regola 80/20. In base alla nuova normativa sulle bande orarie Covid-19, entrata in vigore il primo aprile, la regola 80/20 è temporaneamente sospesa nel periodo compreso tra il primo marzo 2020 e il 24 ottobre 2020.

La sospensione della regola 80/20 non è senza precedenti. Infatti, il Regolamento 95/93 è stato modificato in modo da sospendere temporaneamente la regola 80/20 a seguito all’11 settembre, durante la guerra in Iraq, l’epidemia di SARS del 2003 e dopo la crisi finanziaria del 2008/2009.

Qual è la prossima mossa per le compagnie aeree europee?

Le compagnie aeree hanno già iniziato a ritirare i servizi su alcune rotte dopo l’annuncio della Von Der Leyen. Ora che le nuove regole sugli slot sono entrate in vigore, sono previste ulteriori cancellazioni. EasyJet, registrata nel Regno Unito, ha messo a terra l’intera flotta, British Airways ha sospeso tutti i voli di Londra-Gatwick e l’aeroporto di Londra-City ha chiuso. Il fornitore di servizi di navigazione aerea Eurocontrol ha segnalato un calo dell’86,9% del traffico aereo europeo.

Anche se le nuove regole sulle bande orarie sembrano tutelare le compagnie aeree che cancellano i voli ma mantengono le bande orarie, la legislazione europea sui diritti dei passeggeri aerei impone a tutte le compagnie aeree dell’UE e a qualsiasi compagnia aerea che opera da un aeroporto dell’UE di offrire al passeggero di un volo cancellato la possibilità di ri-prenotare o di ricevere il rimborso completo entro sette giorni. Tuttavia, ai passeggeri che hanno richiesto il rimborso sono stati offerti dei voucher. Il 18 marzo la Commissione europea ha pubblicato delle nuove linee guida che chiariscono che per le cancellazioni di voli dovute allepidemia da Covid-19, lofferta di un voucher non può pregiudicare il diritto del passeggero di optare invece per il rimborso. Il superamento o la garanzia di modifiche all’elevato livello di protezione offerto ai passeggeri dalle norme europee a tutela dei consumatori sarà il secondo ostacolo da superare per le compagnie aeree.