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CGIL CISL UIL Marche scrivono alla Regione: dateci i dati sul personale contagiato

Emergenza Coronavirus: le Segreterie regionali di CGIL CISL UIL hanno scritto al
Presidente Ceriscioli per chiedere dati e informazioni indispensabili per fare chiarezza
sulla progressiva e costante evoluzione dell’epidemia da Covit-19 con il suo drammatico prezzo in
termini di decessi in costante crescita e l’enorme carico di lavoro imposto a tutto il sistema
sanitario della Regione Marche, ma in particolare a quello delle province più colpite.
Ad oggi non esiste o non è reso disponibile, al netto del cosiddetto Progetto 100, sul cui impianto
esprimiamo molte riserve, lo schema coordinato degli interventi disposti, nè un dettagliato
censimento del personale sanitario e non sanitario colpito dall’infezione da Covit-19, cosi
come manca un quadro chiaro delle misure di riorganizzazione dei reparti ospedalieri, di
potenziamento delle terapie intensive e d’istituzione di Covid-Unit, adottate in Regione.
“Abbiamo chiesto al Presidente Ceriscioli di fornirci i dati relativi ai numeri del personale
sanitario sottoposto a tampone, quello risultato positivo, quello posto in isolamento
domiciliare e quello ricoverato, oltre ad avegli posto il delicatissimo tema delle carenze nella
dotazioni dei DPI” – dichiarano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti,
rispettivamente Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche.
“Abbiamo anche chiesto i dati sulla reale distribuzione dei pazienti nelle diverse aree di
ricovero delle strutture ospedaliere e in particolare il numero dei pazienti ricoverati nelle singole
Covid-Unit, i dati sulle dimissioni, i decessi e a trasferimenti da questi reparti”.
Le informazioni ad oggi disponibili, anche in considerazione dei lunghi tempi di degenza dei
pazienti in terapia intensiva, lasciano dedurre che la maggior parte dei pazienti trovi
attualmente posto per il ricovero presso le aree sub-intensive e le medicine d’urgenza
riclassificate come Covid-Unit.
“Dunque” – proseguono Barbaresi, Rossi e Fioretti – “si ritiene che il maggior carico della gestione
dei pazienti colpiti da Covit-19 ricada proprio su queste “aree dedicate” non intensive. Per
questa ragione, sarebbe importante conoscere la dotazione in termini di organico, rapportato al
numero di posti letto, di dotazioni tecnologiche (dispositivi per ventilazione e per il monitoraggio)
e la reale disponibilità di percorsi di diagnosi e terapia condivisi e uniformi”.
L’esigenza di avere dati dettagliati è indispensabile per dare evidenza pubblica e difendere il diritto
di ogni singolo cittadino di fruire del massimo delle cure possibili, nonché per agevolare e
permettere la piena esplicazione del diritto di ogni singolo medico e operatore sanitario di
svolgere nella pienezza delle loro competenze e conoscenze il massimo dello sforzo di
diagnosi, terapia e cura degli ammalati.
Indispensabile poi il quadro delle misure adottate per ridurre il rischio di contagio all’interno
delle strutture sanitarie.
Ancona, 31 marzo 2020

Le Segreterie di CGIL CISL UIL Marche