Le 7 teorie economiche fondamentali

L’economia è fatta di tante teorie, studi che a volte si contraddicono o viceversa si supportano,
altre volte cambiano seguendo l’evolversi della società. Il sito Themarketingfreaks ha raccolto le 7
teorie più belle di sempre, vediamo in maniera semplice di cosa si tratta.
La Teoria della Coda Lunga si basa sugli studi di Vilfredo Pareto, economista del secolo scorso,
rappresenta il caso tipico del passaggio da un mercato tradizionale basato sui classici mezzi di
marketing a quello 2.0 nato a seguito della web revolution. Se prima le aziende si concentravano
sulla vendita del prodotto appetibile dalla maggior parte dei consumatori, con la possibilità da
parte dei consumatori di trovare prodotti di nicchia in qualunque parte del mondo, si è creata per
l’appunto La Coda Lunga. Una serie di prodotti destinati a mercati di nicchia, ipoteticamente
infiniti, in questo aiutati dalle chiavi di ricerca e dalla profilazione, avete presente le proposte di
Amazon che vengono visualizzate sulla base delle vostre ricerche e ultimi acquisti? In siffatto
modo il consumatore passa da acquirente passivo al livello attivo, attivando con le sue ricerche e
acquisti di nicchia segmenti di mercato sempre nuovi.
La Teoria dei Sei Gradi di Separazione non ha dato solo il la a una corposa letteratura e filmografia,
ma è uno studio di economia redatto nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy e poi
confermata attraverso un esperimento che ha preso luogo in America nel 1967 dal sociologo
Stanley Milgram. Si afferma che per raggiungere un qualsiasi altro nodo (persona) nel mondo,
bastano fra i 5 e i 7 collegamenti, nodi e collegamenti sono i pilastri della teoria. Dalla media fra 5
e 7 ecco svelati i 6 gradi di separazione, nel tempo ci sono state variazioni, Facebook si basa su un
fattore 4, ma anche Linkedin usa il numero di gradi per arricchire la rete dei propri iscritti.
La Teoria Freemium è conosciuta anche come Freeconomics, ovvero distribuire prodotti gratuiti. Si
deve la sua nascita a King Gillette, quello dei rasoi usa e getta, oggetti che vennero abbinati e
regalati assieme a tanti altri beni regolarmente venduti o a scopo di marketing. Benefattori? Per
niente, si tratta di una eccellente tecnica di vendita, ti regalo lo smartphone, ma assieme a un
contratto telefonico costoso. Tipico esempio di questi anni è la macchina da caffè espresso a
cialde, offerta gratuitamente da molte aziende, ma in abbinamento a una fornitura di cialde a caro
prezzo.
Chi non ha mai sentito parlare di Sharing Economy? Dalla nascita di Bla Bla Car dovuta a tre
appassionati di concerti che non avevano i soldi per il viaggio, il modello si è presto diffuso,
Car2go, AirBnb, Kickstarte, Coachsurfing e via dicendo. La genesi è quanto di più antico ci sia,
baratto, affitto, scambio, condivisione, ma il modello funziona, anche se le istituzioni non pare lo
gradiscano molto, le lobbies non sono certamente favorevoli a questo tipo di attività
La Teoria dell’Inflazione Attesa è giocata su uno dei fattori più importanti in economia, la
propensione all’acquisto e il fatto che questa è pesantemente influenzata dalle aspettative. Se i
consumatori si aspettano che l’inflazione cresca erodendo il valore degli stipendi reali, limiteranno
gli acquisti e le esposizioni.
“Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile
posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò.”, affermava
l’indimenticabile Marylin Monroe. Ma senza nulla togliere alla grande diva prematuramente
scomparsa, proprio la sua fine conferma la Teoria Economica della Felicità, i soldi non sempre
fanno la felicità. Nota anche come paradosso di Erlastin, si porta in evidenza il fatto che la crescita
del benessere e della felicità non sia proporzionale al maggior reddito conseguito. Questo perché

subentra il bisogno di possedere sempre più cose, quindi si lavora sempre di più per aumentare il
proprio reddito e permettersi ulteriori passi avanti, diciamo che possiamo parlare senza mezzi
termini di avidità.
La Teoria dei Giochi di Adam Smith è quella che ritroviamo nel bellissimo film, A beautiful mind. Se
il grande economista esaltava il ruolo del singolo, l’atomizzazione in cui ognuno fa solo ciò che è
meglio per lui, ma il risultato finale è di ostacolarsi e non portare a casa il risultato. In questo caso
la teoria andrebbe temperata facendo ciò che è meglio per sé stessi, ma anche per il gruppo, il
team-working è una strategia che si dimostra sempre vincente.
MAURIZIO DONINI