Chi giudicherà il Governo: la storia o la cronaca?

Da “l’ora più buia” a quella “del senno del poi”.
Il prof. Conte spazia nell’ampia prateria delle citazioni durante il suo intervento alla Camera.
Il puntiglioso avvocato pugliese ha riepilogato DPCM, Decreti, ordinanze, commi, riferimenti
legislativi.
In una trentina di giorni i prof. Conte e il suo Governo hanno varato: 6 tra leggi e decreti legge, 2
delibere del consiglio dei ministri, 8 decreti del presidente del consiglio dei ministri, 19 ordinanze
del capo dipartimento della protezione civile, un protocollo, una ordinanza del ministero della
salute e due direttive del ministero della pubblica amministrazione. In tutto qualcosa come 277 tra
articoli di legge e disposizioni varie, una montagna di oltre 300 pagine.
Il tutto, ovviamente, in burocratese stretto: una delle lingue più difficili al mondo.
Questa è parte integrante della risposta del Governo al coronavirus. Combattuto non con le
mascherine, non con i ventilatori polmonari, non con le rianimazioni e con tutti quei presidi
sanitari che abbiamo imparato tristemente a conoscere ma a colpi di decreti, delibere e ordinanze
E, soprattutto, la puntigliosa autoassoluzione da ogni colpa e peccato. “La storia ci giudicherà” ha
sottolineato il prof. Conte.
“Saremo all’altezza? La storia ci giudicherà, verrà il tempo dei bilanci, tutti avranno la possibilità di
sindacare”. Lo ha detto il premier nel corso dell’informativa alla Camera.
Più che la storia direi che sarà la cronaca a giudicare questo Governo che il 31 gennaio aveva
dichiarato lo stato d’emergenza e quattro giorni prima, nel corso di una trasmissione con Lilli
Gruber, il premier aveva detto “siamo prontissimi, abbiano adottato tutti i protocolli di
prevenzione possibili e immaginabili”.
E l’abbiamo vista questa attenta organizzazione.
Ma ora non è tempo di critiche, “tutti avranno la possibilità di sindacare”.
Quindi taccio. Ma un’ ultima annotazione. C’era proprio bisogno di una quinta versione
dell’autocertificazione? Il virus corre veloce ma la nostra burocrazia non gli è da meno.

Ascoli Piceno, 27/03/2020

Piero Celani