Coldiretti Marche, patto tra cittadini, agricoltura e grande distribuzione per sostenere il Made in Italy

Un patto tra tutti gli attori dell’agroalimentare per affrontare l’emergenza Coronavirus. Una vera e propria alleanza salva spesa Made in Italy che vede impegnati agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale delle Marche per garantire regolarità delle forniture alimentari ai cittadini e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole. L’iniziativa è stata promossa da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione commerciale. “La filiera alimentare – sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – sta dimostrando di essere la spina dorsale della nostra società, continuando a garantire i beni di prima necessità per tutte le famiglie marchigiane ed italiane. Agricoltori, allevatori, vivaisti e tutte le altre componenti dell’agroalimentare regionale sono ogni giorno ancora al lavoro per garantire cibo sicuro, presidio del territorio e cura del paesaggio di cui ci auguriamo torneremo presto a goderne tutti. Il modo migliore per ringraziare tutte queste persone del loro sacrificio e forte senso di responsabilità è uno solo: ogni volta che puoi chiedi, compra, trasforma, distribuisci prodotto locale”. La richiesta al Governo e alle autorità pubbliche è di sostenere il settore nel lavoro di rifornire gli italiani dei beni essenziali, con provvedimenti semplici e chiari che permettano con la massima sicurezza possibile la continuità della raccolta, della produzione, della trasformazione e della distribuzione dei prodotti di largo consumo. “Noi – si legge nell’appello di Coldiretti a cittadini e Istituzioni – dal canto nostro faremo la nostra parte vigilando insieme per premiare e valorizzare chi lungo la filiera adotti pratiche commerciali corrette e trasparenti. Escludendo e denunciando chiunque possa pensare in un momento così delicato di speculare o approfittare di situazioni di carenza o di eccesso di prodotto abbassando il prezzo ingiustificatamente sui prodotti più richiesti”.