CNA Terr.le Fermo: all’indomani del Micam, si lavora per tutela della filiera

La flessione di visitatori annunciata si è verificata nei giorni scorsi tra gli stand milanesi del Micam,
ma si tratta di un aspetto che presenta una duplice lettura: “La fiera ha rispettato il calo previsto –
commenta il Presidente CNA Fermo Paolo Silenzi – ma è stato il profilo della qualità a superare le
aspettative. Rispetto a quanto ci avevano abituato le scorse edizioni, si è lavorato decisamente
meglio: questo è possibile sicuramente grazie all’impegno di quegli imprenditori che raccolgono i
risultati di un grande impegno, dell’aver agito sui prodotti, sulla visibilità nei mercati, oltre che della
nostra associazione che ha sempre fatto formazione e informazione”.
Una fiera in chiaroscuro, per una vetrina che resta punto di riferimento a livello internazionale:
“Il buyer – aggiunge Silenzi – ormai è sempre più consapevole e non rinuncia a prodotti di qualità,
resi tali da una filiera di assoluta eccellenza di cui il territorio gode e che favorisce l’innovazione
delle collezioni. Una nota di vanto non scontata, da promuovere e tutelare. Possiamo affermare che
questa piccola inversione della stagnazione che ha generato le ultime edizioni del Micam oggi
genera ottimismo e positività”.
L’impegno della CNA prosegue, anche all’indomani della chiusura della fiera: “La nostra
associazione rappresenta una filiera produttiva che arricchisce il distretto – aggiunge il Direttore
CNA Alessandro Migliore, responsabile di Federmoda per Macerata e Fermo – ma c’è bisogno di
tornare ad essere forti, stiamo perdendo occupati e valore. La nostra Area di crisi complessa è stata
riconosciuta in ritardo e ora bisogna accelerare. Non possiamo continuare a rispondere alla
richiesta di informazioni di imprese che ci contattano per opportunità di cui non possono usufruire,
perché destinate agli altri territori in crisi. E’ il momento di stringere i tempi, soprattutto sui bandi:
un’attenzione che abbiamo chiesto al Mise nell’incontro con la Sottosegretaria Morani. A questo
proposito bene la firma dell’accordo di programma, andiamo avanti spediti”.
Tra le impressioni a caldo ci sono quelle di Loriana Alessandrini, brand Danilo Di Lea, che riferisce
dell’assenza di clienti europei e statunitensi, riconfermando però i contatti consolidati. Riccardo
Cesetti, azienda Fiorangelo, parla di un andamento piuttosto positivo, con una crescita soprattutto in
Canada, in Serbia e altre realtà, grazie ad una collezione ampia che si rivolge ad un target
diversificato. I texani in vero pitone sono la punta di diamante della Bottega di Lisa della famiglia
Lupetti, un prodotto che riscuote sempre un successo significativo. Il cambiamento climatico e
l’inverno piuttosto mite non hanno aiutato chi produce calzature dedicate ai paesi più freddi come
Russia e Nord Europa, come testimonia la Creative Srl con il suo marchio Hice Shoes. Inoltre, c’è
stato chi ha scelto di intercettare il flusso di visitatori del Micam allestendo uno showroom in spazi
non fieristici, come la Fashion Market, che commercializza il brand Barleycorn: “C’è un rapporto
più diretto con il cliente – dice Chiara Parigi – che invitiamo qui a studiare i nostri prodotti senza
frenesia e con il supporto della tecnologia”.
Fermo, 21 febbraio 2020 L’Ufficio Stampa