Multinazionali e tasse

Il processo legislativo della UE è particolarmente complesso e caratterizzato da lentezze elefantiache, le
decisioni devono essere adottate dal Parlamento e dal Consiglio Europeo oltre che dalla Commissione
Europea, organi che hanno a volte interessi, obiettivi e sensibilità nettamente diversi. L’iniziativa parte da
una iniziativa nel 2016 della Commissione Europea sulla rendicontazione fiscale paese per paese per le
grandi imprese, risoluzione che arrivata sul tavolo del Consiglio (a cui siedono i rappresentanti dei governi
degli stati membri), è rimasta lì ferma.
La grande maggioranza della legislazione dell’UE è approvata mediante la procedura legislativa ordinaria,
nota anche come “codecisione”. Tale procedura è la più utilizzata e conferisce lo stesso peso al Parlamento
europeo e al Consiglio dell’Unione europea. Si applica a una vasta gamma di settori, quali l’immigrazione,
l’energia, i trasporti, i cambiamenti climatici, l’ambiente, la protezione dei consumatori e l’economia. In
alcuni settori si applicano invece altre procedure decisionali. In ambiti quali l’imposizione fiscale, il diritto in
materia di concorrenza e la politica estera e di sicurezza comune, il Parlamento europeo è “consultato”. In
tali casi, il Parlamento può approvare o respingere una proposta legislativa, oppure proporre emendamenti
alla stessa, ma il Consiglio non è giuridicamente tenuto a seguire il parere del Parlamento, benché debba
attendere tale parere prima di prendere una decisione.
Il Parlamento ha concordato la sua posizione a riguardo della tassazione delle multinazionali a luglio 2017 e sta
aspettando da allora di iniziare i negoziati con l’altro co-legislatore dell’UE, il Consiglio dell’Unione Europea. La
legislazione deve essere approvata da entrambi per poter entrare in vigore. La proposta riguarda le multinazionali
con un fatturato globale di almeno 750 milioni di euro. Le regole introdurrebbero l’obbligo per queste aziende di
rivelare pubblicamente quanto hanno guadagnato e quante tasse hanno pagato in ogni paese membro dell’UE.
Rispetto la situazione attuale, per cui le multinazionali sono tenute a fornire i dati solo alle autorità fiscali nazionali,
la proposta del Parlamento è di rendere pubbliche queste notizia in modo da scoraggiare la migrazione fiscale delle
grandi aziende alla ricerca di soluzioni più convenienti.
Evelyn Regner, eurodeputata austriaca dei Socialisti e democratici, ha dichiarato: “Spesso queste grandissime
aziende non pagano tasse adeguate e creano costruzioni fittizie per ridurre il loro carico fiscale. Le aziende hanno il
dovere di essere chiari con i cittadini riguardo a quante tasse hanno pagato e dove.” L’austriaco Othma Karas del
Partito Popolare Europeo ha rincarato la dose: “E’ un modo di far luce sull’evasione fiscale, l’UE ha introdotto per le
banche la rendicontazione pubblica paese per paese, ed è stato un successo. “Perché non proseguiamo con le
multinazionali? Cosa stiamo cercando di nascondere?”.
A fronte della pressione del Parlamento, il Consiglio continua a prendere tempo, mettendo anche in discussione la
base legale della proposta della Commissione, che è la giustificazione per l’azione dell’Unione europea, e avrebbe un
impatto sulla modalità in cui verrà presa la decisione. La Commissione l’ha classificato come un problema che
riguarda il mercato unico, il che richiederebbe che Parlamento e Consiglio si accordassero sul testo secondo la
procedura legislativa ordinaria, mentre il servizio giuridico del Consiglio sostiene che sia un problema di tassazione
per il quale le decisioni richiederebbero unanimità in Consiglio mentre il Parlamento verrebbe soltanto consultato. I
membri del Parlamento, da parte loro, hanno criticato l’inazione del Consiglio. Sven Giegold, eurodeputato tedesco
del gruppo dei Verdi/ALE, ha dichiarato: “E’ un vero rompicapo per molti europei capire perché abbiamo questi
paradisi fiscali in cui finiscono i soldi delle tasse. La proposta sulla trasparenza è sul tavolo da tre anni. I governi
stanno intralciando la giustizia fiscale e la concorrenza leale.”
MAURIZIO DONINI