San Valentino speciale al Teatro Comunale di Cagli con Claudia Fofi dal vivo e la sua Teoria degli Affetti

La cantautrice Claudia Fofi presenta a Cagli “Teoria degli Affetti”, progetto discografico appena uscito per
l’etichetta Dodicilune
Venerdì 6 febbraio 2020 ore 21.00
Arriva nelle Marche il tour di presentazione di “Teoria degli affetti”, nuovo progetto discografico di Claudia
Fofi, prodotto dall’etichetta Dodicilune, collana editoriale Controvento, distribuito in Italia e all’estero da
IRD e nei migliori store on line da Believe Digital. Venerdì 14 febbraio alle 21.00 al Teatro Comunale di
Cagli, la cantautrice, affiancata da una line up di grande qualità composta da Ares Tavolazzi (contrabbasso),
Alessandro Gwis (piano), Alessandro Paternesi (batteria) e Paolo Ceccarelli (chitarre), proporrà i brani del
disco, altri brani di precedenti produzioni e un inedito ispirato dai versi del poeta portoghese Fernando
Pessoa.
L’album racconta una storia fatta di poesia, musica, canzoni, esplorazione vocale, lunghi periodi di sosta,
allontanamenti e riavvicinamenti. Canzoni senza tempo, scritte nell’arco di oltre vent’anni e che si
incontrano qui, cesellate dalla sensibilità di musicisti che hanno saputo cogliere la complessità del progetto
e al tempo stesso la naturalezza di brani che non rispondono a esigenze di struttura o di genere. L’intero
lavoro regala il piacere di un continuo naturale interplay. La scelta della produzione artistica, curata dalla
stessa autrice, è stata quella di arrangiare al minimo le canzoni, affidando ai musicisti la libertà di
interpretare a proprio modo queste composizioni a tratti spiazzanti, sempre non etichettabili. Con i toni più
dolci e un’apparente semplicità la Fofi racconta nei suoi testi una visione del mondo che arriva dritta al
cuore, dove a ogni parola corrisponde un senso dato dalla voce, dove ogni respiro è messo lì perché serve.
Non c’è mai un “di più” in Teoria degli affetti, nessuna nota di troppo. E non c’è niente di scontato.
Omaggio ai tanti mondi musicali che hanno attraversato la vita di questa cantautrice, dal blues al jazz alla
musica classica al rock fino al pop, il disco si apre con una power ballad con riverberi quasi soul, “Se tu”, per
passare al blues di “Figlia di un Dio minore” e approdare a “Basso albertino”, dove un accompagnamento
settecentesco fa da contrappunto all’impianto destrutturato del pezzo, che va nella direzione di una
sperimentazione amorfica. Una riflessione sul migrare umano come esperienza che ci riguarda tutti è il
tema centrale de “La valigia dello straniero”, composta per uno spettacolo teatrale – filo conduttore una
famosa poesia di Antonio Machado (Caminante) con una musica che fa pensare a Mozart che suona il
flamenco. Di nuovo poesia musicata in “Canto”, una dichiarazione d’amore per la propria arte in cui
emerge anche tutta l’inquietudine legata al ruolo dell’artista e al suo limite. “La mente vuole amore” brano
centrale dell’album, con un testo dagli accenti ironici, è stata in parte arrangiata da Ramberto
Ciammarughi. L’effetto carillon iniziale di “Ancella del sorriso” serve a introdurre una canzone rivolta e
dedicata alla figlia della Fofi, un’esortazione e non cedere alle lusinghe e alle illusioni di una società basata
sul conformismo e sul consumismo. Il testo di “Travolto dalla piena di te stesso”, quasi un tango, è una
rielaborazione di alcuni dialoghi tratti dal Cimbelino di Shakespeare, usati per costruire una canzone con un
testo assolutamente letterario sul tradimento. Scritta nel 2018, “Italia” è la canzone più recente dell’album.
Una specie di marcia funebre con un testo che non fa sconti. “Lasciamo che il vento lavori” è un brano
strumentale (con l’inserimento in fase di registrazione di un breve testo) nato durante la gravidanza
dell’autrice. «Suonavo e risuonavo questa musica, giorno dopo giorno, aspettando la nascita di mia figlia. La
struttura formale, con l’esposizione, le variazioni, la ripresa finale, mi ha sempre fatto desiderare di provare
a orchestrarla. Chissà, magari un giorno lo farò», sottolinea Claudia. Il disco si conclude con “Avessi”, brano
nato da un’improvvisazione con Paolo Ceccarelli. «Volevo inserire in questo album, che è una dichiarazione
d’amore per la canzone così come l’ho saputa scrivere nella mia vita, una poesia, un testo non cantato e al
tempo stesso un vocalizzo senza parole, che credo costituisca il prossimo passo della mia ricerca»,
sottolinea la cantautrice. «E questo è il termine dell’album, forse un modo per salutare la forma-canzone,