Il barometro politico di gennaio 2020

L’evento tanto atteso e considerato un fondamentale spartiacque riguardo la durata del governo
Conte 2 è stato superato rispettando tutte le previsioni. Vittoria del centro-destra in Calabria e
della sinistra in Emilia-Romagna, con percentuali sensibilmente diverse rispetto i sondaggi. Il M5S
che la gestione Di Maio-Casaleggio ha portato sull’orlo dell’estinzione ha preso la metà di quanto
prevedevano i sondaggi, possibile ipotizzare un rientro di buona parte dell’elettorato grillino
deluso tra le fila del PD. Ha sicuramente influito il Movimento delle Sardine, non tanto strappando
voti alla destra, ma riportando alle urne elettori di sinistra che nelle precedenti tornate elettorali
erano rimasti alla finestra.
Salvini ha dimostrato una volta di più quello che gli ho attribuito in precedenti analisi, un grande
opportunista, ma dotato di scarsa intelligenza. Presentare per la terza volta un candidato
sicuramente perdente come la Borgonzoni è più affare da psichiatria avanzata che da valutazioni
politiche. Inanellare una serie di gesti sbagliati culminati con la tragica sciocchezza del citofono è
cosa da fare consigliare il leghista di avvalersi di un centro di rehab per politici maldestri.
Ma quindi salvata la pelle nella regione rossa per eccellenza tutto è risolto? Siamo molto lontani
da questo, il motto è stato “Meglio Bonaccini che Salvini”, ma in mancanza di atti e azioni
programmatiche il futuro sarà difficilmente roseo per la sinistra. Già l’Emilia-Romagna ha votato in
larga parte per la destra, moltissime zone hanno visto prevalere Salvini e compagnia, un poco il
trend già visto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, le città votano progressista e le zone di
campagna conservatore. Il problema principale è che gli stipendi reali sono fermi da 22 anni, se il
governo giallo-rosa non riuscirà a sanare questa situazione restituendo ai cittadini la possibilità di
spesa, ricostruendo la classe media che è la trave portante della società, la vittoria in Emilia-
Romagna è destinata a rimanere una battaglia vinta in mezzo ad una guerra persa.
MAURIZIO DONINI