Lettera aperta alla Carnevalesca di Fano

Gent.le Presidente dell’Ente Carnevalesca, Maria Flora Giammarioli,
in qualità di associazioni che si occupano di difesa dei diritti delle persone LGBTI+ nella provincia di Pesaro Urbino e nelle Marche, le scriviamo questa lettera aperta per porle una domanda: l’Ente Carnevalesca che posizione ha rispetto ai temi che ha deciso di proporre durante il Carnevale di Fano edizione 2020?

Abbiamo letto del ricco programma e dei tanti temi sociali toccati, abbiamo letto delle successive polemiche dalla stampa. Siamo d’accordo con lei su una cosa: non è questione politica, almeno non necessariamente.

Tuttavia, secondo chi scrive, quando si organizza un evento di rilevanza nazionale con una storia plurisecolare, a cui cittadine e cittadini contribuiscono, il portato valoriale, sociale e culturale, non è un dettaglio secondario. E’ evidente che gli ospiti coinvolti, a vario titolo, ne siano protagonisti e portavoce.

Di questo l’Ente Carnevalesca sembra essere consapevole. Dal vostro sito si legge: “L’ultima sfilata, in programma per il 23 febbraio, sarà invece affidata a Povia cantautore in grado di arrivare al cuore grazie alla sua capacità di raccontare temi attuali, scomodi e controcorrente, con un linguaggio accessibile a tutti.”

A questo punto non possiamo non chiederle, quali sono i temi scomodi e controcorrente che avete affidato all’espressione artistica del cantante in questione?

Il vero problema, che solleviamo e che ci preoccupa, è che ancora non abbiamo capito quali siano i contenuti ed i valori di riferimento per l’Ente Carnevalesca sui temi che vuol proporre alla cittadinanza in questa edizione del Carnevale.

Uno lo proponiamo noi, secondo Lei: Luca era gay?

Ci perdonerà se la citiamo, ma la invitiamo “con un linguaggio semplice accessibile a tutti” che “arriva al cuore” di illuminarci e di rendere questo carnevale un po’ meno amaro di come sembra prospettarsi.

Agedo Marche