La spesa prima italiana nel XXI secolo

La spesa primaria è la spesa corrente pubblica al netto degli interessi e si calcola in percentuale sul
Prodotto interno lordo; mentre gli interessi sono esterni alla pubblica amministrazione e sono una
variabile non controllata dal governo, la spesa primaria è in mano all’esecutivo. Rappresenta i costi
sostenuti dallo Stato nell’assicurare i bisogni primari dei cittadini: istruzione, sanità, welfare,
assistenza; risulta quindi particolarmente importante in quanto è l’indicatore della ‘qualità’ di
come lo stato usa i soldi dei cittadini.
L’andamento della spesa pubblica nel XXI secolo ha visto due periodi nettamente contrapposti, nel
periodo 2000 – 2009, corrispondenti al secondo e terzo governo Berlusconi, il tasso di crescita
medio annuale è stato del 3,9 per cento. L’entrata nell’euro e la conseguente discesa della spesa
per interessi non si è tradotto in un calo del debito, ma in un aumento della spesa corrente. Il
debito è stato ridotto solo nel biennio del governo Prodi, 2006-2007, che ha tenuto il tasso di
crescita della spesa pubblica al 1,7%. Nel periodo 2010 – 2019, invece, la spesa è cresciuta a un
tasso medio annuo dello 0,8 per cento, ma la crisi del 2009 che ha segnato il quarto governo
Berlusconi e il governo Monti, ha visto il crollo delle entrate a causa della crisi e la conseguente
contrazione della spesa che ha visto un tasso di crescita limitato allo 0,4%. Come analizzato dal
CPI, dal 2014 al 2018 la spesa riprende a salire a un tasso medio annuo di circa lo 0,9 per cento,
riducendosi però rispetto al Pil. L’accelerazione della spesa è stata più marcata dopo il 2016 con un
tasso medio di crescita nel triennio 2017-19 di circa l’1,4 per cento. Tutti gli indicatori sono
schizzati verso l’alto nel 2019 segnando un tasso di crescita del 2,2% e aumento rispetto al pil a
causa del reddito di cittadinanza e di quota 100.
Da notare quindi come la crisi abbia costretto i governi a mettere in atto politiche più virtuose
rispetto la gestione della spesa pubblica, persino il tanto vituperato governo Renzi si è distinto in
questo campo, risultando tra quelli con i minori aumenti della spesa primaria. Sintomatico il fatto
che gli anni in cui avvengono elezioni sono quelli in cui si segnala la maggiore spesa pubblica.
MAURIZIO DONINI