Il mercato del lavoro nel primo semestre

Il mercato del lavoro continua ad essere uno dei punti focali di ogni azione di governo e al centro
del dibattito italiano, è indubbiamente fondamentale che ai cittadini venga garantita la possibilità
di un lavoro dignitoso. Se analizziamo la situazione del mercato del lavoro partendo dall’ultimo
trimestre 2018, secondo i dati forniti dalla nota trimestrale congiunta sulle tendenze
dell’occupazione dal ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal, vediamo che sono aumentate
di 359 mila posizioni lavorative dipendenti nel quarto trimestre 2018 rispetto al quarto trimestre
del 2017. Del totale, +230 mila sono a tempo indeterminato, +129 mila a termine “in progressivo
rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti (+266 mila, +374 mila e +455 mila
rispettivamente nel terzo, secondo e primo)”. Per quanto riguarda le posizioni a tempo
indeterminato (+230 mila) si indica, al contrario, un andamento “in accelerazione” rispetto ai tre
trimestri precedenti (+122 mila, +71 mila e +21 mila). A livello congiunturale, ossia rispetto al
trimestre precedente, l’aumento riguarda le posizioni lavorative a tempo indeterminato (+80
mila), sulla spinta delle trasformazioni, mentre quelle a tempo determinato registrano una
variazione nulla.
Entrando nel 2019, i dati dicono che nei primi tre mesi dell’anno è tornato a crescere il numero
degli occupati dopo due trimestre consecutivi, registrando 25 mila posti in più. L’aumento è il
risultato della crescita dei dipendenti permanenti (+47 mila, +0,3%) e degli indipendenti (+7 mila,
+0,1%) a fronte di una flessione dei dipendenti a termine (-29 mila, -1,0%). A livello tendenziale,
cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, si riscontra una crescita di 144 mila occupati
(+0,6% in un anno). In lieve calo il tasso di disoccupazione, il numero delle persone senza un
impiego ma impegnati a cercarlo sul totale della forza lavoro, che scende al 10,4% (-0,2 punti). ll
tasso di occupazione sale al 58,7%, il numero delle persone con un lavoro sul totale della
popolazione di riferimento, sintesi dell’aumento per le donne (+0,3 punti) e della stabilità per gli
uomini; alla crescita del Nord (+0,4 punti) si contrappone la diminuzione nel Centro e nel
Mezzogiorno (-0,1 punti in entrambi i casi).
Vediamo ora la nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione relativa al secondo trimestre

  1. Nel periodo preso in esame, si osserva un aumento dell’occupazione sia rispetto al trimestre
    precedente sia su base annua. In particolare, l’insieme dei dati rilevati consente di evidenziare che
    prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati sia di
    posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi. Il lavoro indipendente mostra per il
    secondo trimestre consecutivo una crescita congiunturale (+17 mila occupati, +0,3%); le posizioni
    lavorative dipendenti, nei dati destagionalizzati, presentano un incremento congiunturale. La
    crescita delle posizioni lavorative dipendenti riguarda quelle a tempo indeterminato (+134 mila)
    mentre quelle a tempo determinato subiscono una nuova riduzione (-45 mila). Si riduce anche il
    numero dei lavoratori in somministrazione che scendono a 387 mila unità.
    In sintesi possiamo vedere uno spostamento di occupati dal tempo determinato a quello
    indeterminato, un’occupazione che rimane in leggera crescita o stabile pur in presenza di
    un’economia in rallentamento, il che allarga la forbice con gli altri paesi europei stante il modesto
    incremento nazionale. Ricordiamo poi la differenza tra ‘contratti’ e ‘occupati’, un lavoratore a
    tempo determinato può assommare anche più contratti a proprio nome.
    MAURIZIO DONINI