Manette agli evasori?

Nelle ultime quarantotto ore, complici alcuni quotidiani con i loro titoli strillati, saranno fischiate le orecchie agli evasori. Una variegata comunità di furbi, ma anche di imprenditori ed operatori economici che fanno fatica a tenere il passo di imposte in grado di risucchiare il lavoro e la fatica di oltre sei mesi dell’anno. Il punto non è comunque questo, visto che la lotta all’evasione è stata e sarà nell’agenda di qualsiasi governo, tranne poi essere smentita dal lavoro quotidiano, dai condoni, dalla pace fiscale e non ultima dalla inefficace azione dell’attività dell’Agenzia deputata ai controlli. In primo luogo l’approccio dell’Agenzia è spesso fuorviante, poco attendibile, punitivo, troppo sbilanciato dal lato dell’Agenzia stessa per cui il contribuente ragiona su un assioma” siccome mi ritengono un evasore a prescindere, anche se pago fino all’ultimo euro tante vale, fare davvero l’elusore”. Questo in quanto spesso le verifiche si risolvono a favore del contribuente ingiustamente accusato di evasione. In secondo luogo senza un reale abbassamento delle tasse è inutile parlare di lotta all’evasione. Infine proclamare la lotta all’evasione con misure draconiane come le manette è assai poco serio, se si pensa che la norma relativa alle “manette agli evasori” risale alla fine degli anni “70, e porta la firma del vituperato ministro delle Finanze dell’epoca, il compianto Bruno Visentini, repubblicano. Ebbene, oltre al vituperio per il ministro, assai competente, saggio e sagace, gli italiani, evasori e non hanno nel tempo punito severamente il suo partito, anche per le mai ascoltate proposte relative alla “politica dei redditi”, che tanti danni avrebbe evitato alle generazioni future, senza che la lotta all’evasione giunta oramai alla soglia dei 130 mld di euro abbia fatto passi avanti. Ogni anno si glorificano le mirabolanti attività di caccia agli evasori con cifre recuperate che non vanno oltre i 15/20 mld quando va bene. Questo la dice lunga sul tasso di educazione civica del nostro paese e su come una variegata schiera di cittadini è capace di orientare, sopire e infine insabbiare uno dei pochi rimedi certi per i mali del Paese oltre alla lotta strenua alla burocrazia.

ARES