Area di crisi: fondamentale la partecipazione alla call

Dall’incontro di ieri a Villa Baruchello il messaggio è partito forte e chiaro: imprese ed istituzioni partecipino
alla call, indipendentemente dall’importo dei progetti. Solo così sarà possibile per Mise, Invitalia e Regione
Marche misurare la capacità progettuale del distretto, comprendere i fabbisogni, anche infrastrutturali, e stilare
la mappatura delle categorie produttive interessate ad investire. Dal seminario è emerso chiaramente che la call
per le manifestazioni di interesse, in scadenza al 30 settembre, non riguarda solo le aziende del calzaturiero e
della pelletteria, ma quelle di ogni settore (tutti i codici ATECO). Inoltre, è stato evidenziato l’aspetto relativo
alla tutela dei livelli occupazionali: gli investimenti dovranno essere correlati all’incremento occupazionale.
Non da ultimo, è stato ricordato che possono partecipare alla call anche coloro che non hanno ancora avviato
un’attività e che quindi non dispongono ancora di partita iva. Questi alcuni dei passaggi sottolineati nel
seminario organizzato dalla CNA di Fermo a Porto Sant’Elpidio: grande riscontro di partecipazione ed
interesse da parte di aziende e professionisti, che hanno rivolto numerose domande alla dottoressa Roberta
Maestri della Regione Marche e al dottor Pasquale Pignalosa di Invitalia, dai quali hanno avuto risposte
chiare e puntuali.
“Siamo soddisfatti – dichiara il Direttore Generale CNA Alessandro Migliore – abbiamo centrato
l’obiettivo: informare le aziende e dare l’opportunità di confrontarsi con Regione e Invitalia. La
partecipazione alla call, lo ribadiamo, va fatta, per progetti di qualsiasi importo. Come associazione,
attraverso CNA nazionale, siamo in contatto con imprese che possano portare sul territorio elevata capacità
di investimento e la necessaria crescita culturale, a scapito di nessuno ma a vantaggio indiretto di tutte le pmi
del distretto”. Il Presidente CNA Paolo Silenzi, ringraziando la presidente Canigola per il lavoro svolto con il
Tavolo Provinciale che ha portato al riconoscimento dell’area di crisi, ha sottolineato che la call non è
vincolante per l’imprenditore che vi partecipa e che “per cogliere al meglio le opportunità è necessaria una
cabina di regia territoriale tecnica, che coordini i lavori secondo un’idea chiara di sviluppo economico e
industriale del distretto”.
Presenti in sala anche numerosi amministratori del territorio, compresi il consigliere regionale Francesco
Giacinti e l’Assessore Regionale Fabrizio Cesetti che ha dichiarato: “Non dobbiamo focalizzarci sulle
risorse, il nodo sono le progettualità: se saranno di qualità le risorse non mancheranno. L’area di crisi non è
solo un’opportunità di rilancio, è un progetto molto più ambizioso, è l’occasione per dimostrare cosa è capace
di fare una classe dirigente. L’obiettivo è la stipula dell’accordo di programma entro l’anno, per pubblicare
poi i bandi entro la prossima primavera, mi auguro entro la conclusione del mandato regionale”. Il Sindaco
Nazareno Franchellucci ha ricordato la preoccupazione degli amministratori, “che si sprechi un’opportunità
forse irripetibile dedicata a chi fa impresa e investe sul territorio, fondamentale sarà il ruolo delle istituzioni
regionali”.
Con le imprese che sembrano guardare già oltre la call, Maestri e Pignalosa hanno ricordato che i bandi
riguarderanno numerosi ambiti della manifattura, del terziario, dei servizi alle imprese, delle imprese culturali
e creative e che le iniziative imprenditoriali dovranno essere realizzate entro tre anni.
Fermo, 05 settembre 2019 L’Ufficio Stampa