Mostra fotografica di Ivo Saglietti

Ventunesima edizione ad Altidona per l’appuntamento con i fotografi che hanno fatto la storia del
fotogiornalismo italiano. Ivo Saglietti, infatti, è uno dei più grandi autori italiani di fotoreportage.
L’esposizione si articola in due sezioni ed entrambe gettano lo sguardo a un territorio come i
Balcani, che in Europa ha vissuto le più grandi tragedie della storia recente.
A Srebrenica, infatti, oltre 8mila musulmani bosniaci furono trucidati a sangue freddo nella feroce
pulizia etnica ordinata dal comandante serbo-bosniaco Ratko Mladic. Dall’11 al 19 luglio 1995
donne e bambini musulmani furono deportati oltre la linea del fronte; gli uomini in fuga sulle
montagne vennero rastrellati e massacrati a sangue freddo, senza distinzioni fra militari e civili.
“Nei Balcani é un progetto a lungo termine – dichiara Ivo Saglietti -: questa serie di 17 immagini
scattate tra il 1998 e il 2018 sono il prodotto di una ricerca d’archivio e di fotografie scattate negli
ultimi quattro anni, che durerà almeno altri quattro se mi sarà possibile”. È e sarà un viaggio nelle
luci e nelle atmosfere oscure della società e del paesaggio balcanico, alla ricerca dello “Sguardo di
Ulisse”, un film del 1996 del regista Theo Angelopoulos che Saglietti ama di più in assoluto.
Saglietti é tra i pochissimi fotografi del nostro Paese ad avere vinto per ben tre volte un premio al
World Press Photo. Ma, come spesso accade, il successo ha dovuto andare a cercarselo all’estero, su
giornali tedeschi e francesi.
Ad attrarlo da sempre sono le vittime della violenza e delle ingiustizie del mondo, di cui coglie la
precarietà, la componente epica, il drammatico svolgersi e perdersi nel tempo.
I suoi progetti spesso durano anni, li approfondisce, dà loro una connotazione storica assumendo
così la forza di racconti capaci di sostituire la scrittura.
Dei drammi del mondo privilegia il lato umano, quello più intimo, più quotidiano, meno eclatante.
Lo fa mostrando la realtà così com’è, senza mediazioni e senza indulgere a inutili estetismi. La sua
è una fotografia diretta, di forte impatto visivo e di rara potenza emotiva.
“Con Ivo Saglietti prosegue il percorso avviato nel 2005 con Uliano Lucas, lungo il quale abbiamo
ospitato nella nostra bella galleri i più grandi fotoreporter della storia recente italiana – afferma
Pacifico D’Ercoli, presidente dell’Associazione Altidona Belvedere, curatrice della mostra -. Sono
fotografie, tasselli delle infinite tragedie del mondo, che da sole scrivono interi capitoli della
travagliata storia dell’uomo in un presente nel quale il filtro della comunicazione dominante delega
ai soli videogiochi la rappresentazione della violenza e della crudeltà di cui l’essere umano è
capace”.