Osservatorio UBI Banca – AICCON UN ANNO IN CRESCITA PER LE IMPRESE DEL TERZO SETTORE

Le previsioni dell’ottava edizione dell’Osservatorio su “Finanza e Terzo settore” UBI Banca – AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit): circa il 70% delle imprese e delle cooperative sociali prevedono una crescita di entrate nel 2019 e si registra una forte intenzione ad investire ricorrendo a strumenti di finanza a impatto sociale o finanza agevolata sostenuti dagli istituti di credito.

Milano, 3 luglio 2019 – Sarà un anno di grande vitalità quello delle imprese del Terzo Settore che prevedono un aumento delle entrate e una forte propensione agli investimenti. E’ quanto emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio su “Finanza e Terzo settore” promosso da UBI Banca e AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit).

Secondo i dati raccolti dall’indagine, che si pone l’obiettivo di analizzare i fabbisogni finanziari e le prospettive evolutive dell’imprenditorialità sociale italiana, le previsioni per il 2019 si confermano quantomai positive: il 69,2%  e il 74,8% dei soggetti prevede rispettivamente entrate da contributi ed Enti Pubblici e da mercato stabili o in crescita. In evidenza il dato sulle S.r.l. con qualifica di impresa sociale: il 79,3% prevede una situazione stabile o in crescita circa le entrate derivanti dalla vendita di beni e servizi sul mercato, con il 34,5% di questo tipo di soggetti sicuri di un miglioramento.

Quanto a consapevolezza sugli strumenti di finanza a impatto sociale, sono proprio le S.r.l. con qualifica di impresa sociale e i consorzi a mostrare una maggiore conoscenza, rispettivamente intorno al 45% e al 43%, valori più alti se paragonati al 36% del campione totale. Il 33,8% di chi conosce il tema è interessato all’utilizzo (16,9%) o sta già utilizzando (16,9%) strumenti di questo tipo. Le S.r.l imprese sociali (30,8%) e le cooperative di tipo B (29,2%) mostrano livelli più elevati di utilizzo della finanza a impatto sociale. Le prime perché sono capaci di includere nella governance soggetti investitori, le seconde perché sono i soggetti della cooperazione sociale con più forte orientamento al mercato. Lo strumento più conosciuto e utilizzato risulta essere quello della finanza agevolata (es. Fondo Rotativo per le imprese del MISE, fondi agevolati BEI, ecc.)

Il rapporto conferma inoltre che la prima fonte di copertura degli investimenti effettuati negli ultimi 3 anni è costituita dagli istituti bancari (43,3%) che superano, seppur di poco, l’autofinanziamento (40,7%). In evidenza l’indicazione di soggetti privati tra le modalità utilizzate per coprire gli investimenti effettuati, dichiarata dall’8,2% dei soggetti intervistati.

“L’Osservatorio conferma come qualità, personalizzazione e diversificazione specialistica dell’offerta bancaria siano indispensabili per costruire un rapporto duraturo con il mondo dell’impresa sociale e del non profit in generale”, affermaRiccardo Tramezzani, Responsabile della divisione UBI Comunità. “Il ruolo dell’istituto bancario non è tanto quello di mero erogatore di servizi, ma di co-attore di un sistema più ampio che costruisce reti, supporta scelte e progetti d’investimento, condivide competenze e intermedia relazioni territoriali fra soggetti economici e comunità. UBI Comunità si propone come partner di tutto l’universo dell’imprenditorialità sociale con l’obiettivo di abilitare lo sviluppo dell’intero ecosistema dell’economia sociale e promuovere sinergie e forme di convergenza tra il pubblico, il privato ed il privato sociale attraverso una pluralità di funzioni e un’offerta di strumenti finanziari integrata ed eterogenea erogata in una logica di forte personalizzazione.”

All’interno di questo scenario, quindi, le imprese che hanno fatto richiesta di finanziamento alle banche negli ultimi 3 anni si sono viste concedere in media circa il 76% dell’importo atteso. La principale modalità di impiego dei finanziamenti ottenuti è data dagli investimenti a medio-lungo termine (54,7%); dopo tre anni di indagine questa scelta torna ad essere la prima per i soggetti appartenenti al mondo della cooperazione sociale. Elevati i livelli di soddisfazione della relazione con gli istituti di credito – l’86,4% si dichiara soddisfatto – grazie all’offerta adeguata di prodotti e servizi (49%) e al riconoscimento dell’applicazione di metodi di valutazione personalizzati per le organizzazioni non profit (37,4%). Inoltre, viene certificata la funzione della banca quale piattaforma multiservizi per lo sviluppo del mondo della cooperazione e dell’impresa sociale – il 37,4% del campione pensa che il ruolo della banca debba essere quello di soggetto erogatore di un’offerta di servizi di credito dedicata e il 34,3% quello di partner per progettualità complesse.

“Il report pubblicato mostra la volontà e l’intenzione del mondo della cooperazione e dell’impresa sociale di continuare a crescere, puntando su una pianificazione strategica di ampio respiro  supportata per questo da investimenti sul lungo termine  in grado di massimizzare la creazione di valore sociale”, sottolineaGuido Cisternino, responsabile Terzo Settore ed Economia Civile di UBI Banca. “In questo contesto diventano centrali le opportunità offerta dalla finanza a impatto sociale, tema che si sta sempre più diffondendo in termini di conoscenza da parte dei soggetti appartenenti al Terzo settore, ma ancora da sviluppare per ciò che concerne l’utilizzo dei relativi strumenti. Sebbene la strada da percorrere sia ancora lunga, UBI Comunità intende stimolare e promuovere l’utilizzo della finanza a impatto sociale tra i soggetti del Terzo settore, ad esempio introducendo elementi di innovazione negli strumenti finanziari tradizionali  come richiesto dalle cooperative e imprese sociali  e orientando l’erogazione dell’offerta in una logica impact, in modo da sostenere le scelte imprenditoriali e gestionali di un settore centrale tanto per il benessere quanto per lo sviluppo economico.” 

Buone notizie arrivano per quanto riguarda le prospettive future: 2 organizzazioni su 3 prevedono, infatti, investimenti per il 2019. Nel 52,2% dei casi i soggetti intervistati pensano di coprire con l’autofinanziamento, seguito dall’affidamento agli istituti bancari (28,8%); anche in questo caso in evidenza l’indicazione di soggetti privati tra le fonti di copertura (9%) – preferita soprattutto, come prevedibile, dalle S.r.l. con qualifica di impresa sociale e in aumento rispetto alle precedenti edizioni per quanto riguarda il mondo della cooperazione sociale.

“L’ottava edizione del rapporto, per la prima volta ricompone il mondo dell’impresa sociale osservando congiuntamente la cooperazione sociale e le ‘S.r.l. imprese sociali’ delineando così un nuovo universo che persegue finalità comuni d’interesse generale, attraverso paradigmi di produzione del valore differenti.”  – sostienePaolo Venturi, direttore AICCON“I risultati mostrano come le S.r.l. con qualifica di impresa sociale siano naturalmente più aperte all’interlocuzione con gli investitori privati e abbiano un’alta propensione agli investimenti. La cooperazione sociale, in particolare quella d’inserimento lavorativo, si conferma sempre più intraprendente in una fase in cui i benefici legati all’efficientamento sembrano essersi esauriti. Nel suo terzo tempo la cooperazione sociale ha ricominciato a guardare a medio-lungo periodo, chiedendo al mondo della finanza una nuova generazione di servizi ad integrazione delle risorse. Un cambio radicale che richiede alle imprese sociali di investire in nuove funzioni e strategie capaci di gestire la complessità di progetti imprenditoriali ormai divenuti strutturalmente ‘eco-sistemici’”.


 
 
 
Metodologia:
Il rapporto 2018, rinnovato sotto alcuni aspetti quali la composizione del campione e la revisione delle domande del questionario con ad esempio l’introduzione e/o la modifica di 6 nuovi item, ha voluto monitorare in maniera continuativa lo stato e l’evoluzione dell’offerta e della domanda di finanza per il Terzo settore con una focalizzazione sull’imprenditoria sociale italiana (cooperative sociali, consorzi di coperative sociali e imprese sociali con forma societaria S.r.l., ex D.Lgs 117/17) volta a cogliere i primi cambiamenti promossi dalla Riforma del Terzo Settore, indagando una ricca pluralità di aspetti quali: il sentiment generale del mondo della cooperazione e impresa sociale, il tema della finanza a impatto sociale, i fabbisogni finanziari relativi all’ultimo triennio, il rapporto con le banche e le prospettive future.


UBI Banca
UBI Banca è in Italia uno dei maggiori gruppi bancari commerciali per capitalizzazione in Borsa, con una quota di mercato di circa il 7%, circa 20.400 dipendenti, 1640 sportelli che assicurano la presenza nelle aree a maggiore attività economica del Paese. UBI Banca è un Gruppo bancario quotato alla Borsa di Milano ed incluso nell’indice FTSE/MIB. Nel 2013 sono stati assegnati a UBI Banca il premio per l’innovazione nei servizi bancari nella categoria “La banca solidale” dell’Associazione Bancaria Italiana e il Premio Nazionale per l’Innovazione conferito dal Presidente della Repubblica.


UBI Comunità 
Attraverso il Servizio Terzo Settore e l’Economia Civile, UBI Comunità è la divisione commerciale del Gruppo UBI Banca specificatamente dedicata alle realtà del Terzo Settore e dell’Economia Civile. Composta da una forza commerciale di gestori di relazione dedicati, è caratterizzata da un approccio commerciale innovativo e personalizzato al comparto in termini anche di sostegno bancario e creditizio alla gestione quotidiana dell’attività, alla progettualità ed agli investimenti. Con UBI Comunità infatti UBI Banca affianca ad un’offerta per la gestione dell’operatività bancaria semplificata, sicura ed economica, soluzioni creditizie diversificate per l’anticipazione dei contributi e delle entrate, nonché una gamma di soluzioni finanziarie innovative, flessibili e personalizzabili, per sostenere il perseguimento delle finalità istituzionali e l’avvio o l’accelerazione di percorsi di crescita economicamente sostenibile e di innovazione sociale. Prossimità territoriale, approccio multi-stakeholder, valorizzazione delle reti di relazione e condivisione delle proprie competenze ed expertise interne, sono i drivers dell’azione di UBI Comunità attraverso cui si propone come partner strategico del mondo del Terzo Settore.

AICCON
AICCON – Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit è il Centro Studi promosso dall’Università di Bologna, dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e da numerose realtà, pubbliche e private, operanti nell’ambito dell’Economia Sociale, con sede presso la Scuola di Economia, Management e Statistica di Forlì – Università di Bologna. L’associazione è riuscita in questi anni a divenire un punto di riferimento scientifico grazie all’importanza delle iniziative realizzate ed alla continua attività di formazione e ricerca sui temi più rilevanti per il mondo della Cooperazione, del Non Profit e dell’Economia Civile, svolte in costante rapporto con la comunità accademica e le realtà del Terzo Settore.

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