Il racconto del Venerdì – Nuovi sceriffi a Bladands

La prematura scomparsa del vice-sceriffo John Steps mise in subbuglio l’intera cittadina di
Badlands, i maggiorenti si rivolsero allo sceriffo per invitarlo a fare luce sull’accaduto, onde
garantire il benessere e la sicurezza dei suoi abitanti. Senza contare che molte illustri spose erano
rimaste senza il conforto che l’aitante tutore dell’ordine costituito sapeva donargli.
Doug Moser era furioso, la stella sul petto gli premeva più che mai, la giornata era più calda e
afosa del solito, il becchino voleva sapere a chi addebitare le spese del funerale, il sindaco
continuava a fargli pressione, era arrivata persino una telefonata del FBI per avere notizie in
merito, ci mancavano anche i federali. Lo sceriffo si deterse il sudore dalla fronte, era l’ultimo
aiutante che gli era rimasto ed ora rimaneva da solo, imprecò sottovoce, Enrico, il barista del
saloon, gli aveva parlato di un suo cugino, ex-agente, che avrebbe potuto fare al caso suo, era ora
di approfondire il discorso, si alzò prendendo il cappello ed imboccò la porta.
Lou Bannon guardava fuori dalla finestra del miserabile hotel in cui stava, i soldi con cui era
scappato da casa erano quasi finiti, non sembrava quasi possibile, le carte giravano bene, i mucchi
di banconote davanti a lui erano corposi, poi erano bastati un paio di giri sfortunati e si era trovato
a secco. Spense con rabbia la sigaretta per terra, gli sembrava di soffocare ed aveva voglia di una
donna, ma con le tasche vuote sarebbe stato difficile procurarsela, decise di fare due passi e
prendere una boccata d’aria, chissà.
Giorgio Mello guardò distrattamente il letto sfatto, la donna giaceva sulle lenzuola, addormentata
o svenuta poco gli importava, alla vista dei segni che le aveva lasciato addosso sentì l’eccitazione
tornare a salire dentro di sé, ma era tardi e doveva ripartire. Prese una manciata presidenti passati
a miglior vita dal portafoglio e gli tirò addosso, la donna non fece un solo movimento, riuscendo ad
emettere solo un lieve gemito. L’uomo sorrise e prese la porta.
MAURIZO DONINI