Ridurre i sacchetti di plastica

Ridurre l’uso di sacchetti di plastica e cannucce è un passo importante nella protezione dei nostri oceani, ma è l’attrezzatura da pesca che sta davvero soffocando le nostre acque. Le reti da pesca abbandonate costituiscono almeno il 46% dei detriti nel “Great Pacific Garbage Patch”, un cumulo galleggiante di rifiuti tre volte più grande della Francia. Il resto è costituito da altri attrezzi da pesca, tra cui corde, distanziatori per l’allevamento di ostriche, trappole per anguille, casse e cesti.

Gli attrezzi da pesca distruggono i nostri oceani e la pesca causa estrema sofferenza ai pesci e agli altri animali marini. Quando vengono estratti dalle profondità dell’oceano, i pesci subiscono una decompressione straziante: la pressione interna fa sì che le vesciche natatorie si rompono, fa uscire gli occhi fuori dalle orbite e lo stomaco fuori dalle loro bocche. Molti soffocano lentamente sui pescherecci, mentre altri sono ancora vivi e si agitano quando la gola e lo stomaco sono incisi. Anche delfini, balene, tartarughe, foche, uccelli marini e altri animali “non bersaglio” subiscono ferite causate da reti e altri equipaggiamenti per la pesca.

E allora celebriamo i nostri oceani in questa Giornata mondiale degli oceani (l’8 giugno) in un modo che mostra rispetto per tutti i loro abitanti, scegliendo i bastoncini di pesce vegano, i filetti di pesce vegani e pesce di tofu. La verità è semplice: meno pesca significa meno attrezzi da pesca letali.

Sascha Camilli

PETA Foundation