La Tampon Tax buccia di banana per M5s

L’ultimo scivolone fantozziano del traballante governo gialloverde è avvenuto sul mancato
abbassamento dell’iva sugli assorbenti per le donne, il portavoce pentastellato alla Camera,
Francesco D’Uva, una volta venuta alla luce la querelle si è arrampicato sui vetri dichiarando:
““Perché non abbiamo abbassato l’Iva sugli assorbenti? Non c’era la copertura finanziaria in quel
provvedimento. E, in più, noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa
e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili”.
La polemica sulla Tampon Tax bocciata con 253 voti contro e 189 a favore, che fra l’altro riguarda
non solo gli assorbenti, ma tutta una serie di prodotti per le donne, aumenta, ed il buon portavoce
D’Uva va in confusione totale scaricando la colpa sul PD che ha proposto la riduzione dell’iva in
modo strumentale, sapendo che non c’erano le coperture finanziarie. Si parla di un costo pari a
212 milioni in caso di abbassamento dell’Iva al 10%, 300 milioni invece la si portasse al 5%. Ben
poca cosa rispetto il 6/8 miliardi di euro che comporta il costo di cittadinanza e la cui copertura è
stata fatta a debito.
Ma D’Uva non si limita a voler dare indicazioni sanitarie e comportamentali alle donne
evidenziando una concezione medioevale e sessista della sua visione del mondo (senza
dimenticare che la pratica è stata bocciata da una donna, la presidente della Commissione Bilancio
della Camera e relatrice del provvedimento, Carla Ruocco del M5S), dimostra anche poca
conoscenza dei fatti. Il movimento a favore dell’abbattimento dell’iva era stato avviato su
Change.org da RightCombination ai tempi del governo Gentiloni e come tale indirizzata all’allora
Premier del PD. La petizione è stata poi ripresa da Change.org con il nuovo governo ed indirizzata
al Ministro Tria, al momento viaggia verso le 200.000 adesioni; con buona pace di D’Uva, nessuna
congiura del PD, solo tanta confusione in un chimico prestato improvvidamente alla politica.
Resta la motivazione ecologica, altro cavallo di battaglia del portavoce, ma sono stati gli stessi
ambientalisti a smentirlo, un assorbente inquina a prescindere dall’iva applicata, i rasoi usa e getta
(con iva al 4%) inquinano. Ma la legge di Murphy è impietosa con il deputato siciliano, lo stesso
giorno di queste esilaranti affermazioni, il ministro Costa firmava il decreto per riciclare pannolini
ed assorbenti, e la tempesta perfetta si compie. Per concludere anche le scuse accampate riguardo
ipotetici rilievi della UE sono assolutamente infondati, basta gettare un occhio oltre confine.
L’Inghilterra ha diminuito la tampon tax dal 17,5% al 5%, in Francia è stata portata al 5,5%, in
Portogallo, in Olanda e Belgio è al 6%, in Spagna al 10%, in Irlanda e in Canada è stata abolita.
Ma se gli assorbenti vi restano indigesti per l’alta tassazione applicata, potete sempre consolarvi
pasteggiando con ostriche e tartufi, beni considerati di prima necessità, non è dato sapere il
parere dell’onorevole D’Uva in merito.

MAURIZIO DONINI