Il racconto del Venerdì sangue e Bladands

Badlands stendeva le sue miserie ai piedi di una collina, che come il resto del panorama non eccelleva in
bellezza, brulla e con poche macchie di alberi, spesso avvolta da una nebbia fatta di sabbia sollevata dai
refoli di vento, non per niente gli abitanti le avevano affibbiato il nome di Demon Hill.
L’archetto si muoveva nervoso sulle corde del violino producendo un suono doloroso e lancinante che si
spandeva a macchia d’olio sopra il deserto, la Luna alta illuminava macabramente la figura piegata del
violinista mentre incideva sempre più arditamente le sue note abrasive nell’aria. Volpe Che Guarda percepì
con un brivido l’arrivo del suono, conosceva il significato di quella melodia, solo un piccolo inarcarsi di un
sopracciglio mutò la sua espressione rassegnata. Poi il vecchio pellerossa estrasse una collana di ossa
tramandata di generazione in generazione, se la infilò al collo ed intonò una nenia evocativa che affondava
nelle ere più antiche.
Lo sceriffo Doug Moser si svegliò di soprassalto, sudato ed affannato, “Chi cazzo suona un violino in piena
notte?”, si chiese furioso. Si diresse alla finestra con addosso solo un paio di mutande con cui andava a
letto, il suono tragico dello strumento aumentava sempre di intensità, cercò i pantaloni ed il cinturone
deciso ad uscire e andare ad impartire una meritata lezione a quel buontempone che stava svegliando il
paese. Poi vide in strada il suo vice, John Steps doveva essere stato svegliato anche lui e stava aggirandosi
in mezzo alla strada con il suo revolver in mano, “Bene”, pensò Moser, “lasciamo che ci pensi lui a chiudere
la questione!”, sentenziò tra sé, si versò un bicchiere di bourbon che trangugiò al volo e si rimise a letto
sperando di riuscire a riprendere sonno. Dopo poco il suono del violino cessò improvvisamente ed un
silenzio totale cadde su Badlands, “Bene! Si vede che John ha trovato lo stronzo!”, si girò dall’altra parte ed
iniziò a russare.
Quando al mattino la brava gente di Badlands ricominciò a fare i suoi piccoli affari quotidiani tutto
sembrava normale sotto il sole che infuocava il deserto, almeno fino a quando il postino che doveva
recapitare un plico all’ufficio dello sceriffo, trovandolo chiuso provò a svegliare il vice-sceriffo John Steps,
che riposava beatamente sulla sedia a dondolo nella veranda antistante con lo Stetson calato sul viso. Al
tocco gentile del postino che tentava di risvegliarlo il corpo dell’oramai ex-vice-sceriffo cadde
pesantemente sul fianco, il cappello rotolò mostrando che John Steps era passato a miglior vita ed era
diventato di colore bianco avorio, a parte due incisioni rosse ai lati del collo.
MAURIZIO DONINI