Addizionali Irpef, la classifica dei capoluoghi di provincia al voto per le amministrative 2019

L’appello di Confprofessioni Marche ai futuri sindaci:
“Fisco locale più leggero per liberare risorse ed estendere tutele
per l’autoimprenditorialità, i professionisti e il lavoro autonomo”
Dall’analisi della Confederazione italiana libere professioni, imposta media in
aumento nelle Marche: A Pesaro il triste primato della città con maggiore aumento
percentuale (4,76%), seguono Urbino (3,43%) e Ascoli Piceno (3,03%). Un tema di
rilievo anche per le prossime elezioni, considerato che la legge di Bilancio 2019 non
ha confermato il blocco dell’aliquote dando la possibilità ai comuni di azionare
questa leva fiscale
Ancona, 17 maggio 2019. In vista delle prossime elezioni amministrative, in cui
andranno al voto, nelle Marche, tre capoluoghi di provincia (Pesaro, Urbino e Ascoli
Piceno), il tema delle tasse può assumere un certo rilievo nella campagna elettorale
delle forze politiche, non solo alla prima tornata del 26 maggio, ma anche,
eventualmente, al ballottaggio del 9 giugno. In Italia, una tassazione in particolare,
poco evidente ma altrettanto presente, ovvero le addizionali regionali e comunali
Irpef, è aumentata in modo costante negli ultimi anni, e la nostra regione non fa
eccezione. Inoltre, già per quest’anno la legge di Bilancio 2019 non ha confermato il
blocco di tali aliquote, dando la possibilità ai comuni di agire nuovamente su questa
leva fiscale: tutto questo, insomma, potrebbe già bastare a farne una questione da
programma elettorale.
L’elaborazione di Confprofessioni – in base al rapporto realizzato dall’Assemblea dei
presidenti regionali e dall’Osservatorio delle libere Professioni insieme al Il Sole 24
Ore, su dati del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle
Finanze (Mef) – evidenzia che nei capoluoghi di provincia dove si terranno le
prossime elezioni comunali, tra il 2012 e il 2016, le addizionali sono aumentate del
4,76% a Pesaro, al primo posto in questa classifica “in negativo”, e poi del 3,43% a
Urbino e del 3,03% ad Ascoli Piceno.

Per Confprofessioni Marche, una simile spinta al rialzo delle addizionali Irpef
conferma la necessità di lanciare un appello ai futuri sindaci, per una politica più
responsabile nei confronti delle libere professioni e del lavoro autonomo, tra le forze
più produttive, e al tempo stesso, più tartassate del Paese: “Un fisco locale più
leggero può liberare risorse ed estendere maggiori tutele a favore
dell’autoimprenditorialità e dei tanti professionisti e dei lavoratori autonomi della
nostra regione – ha dichiarato il presidente Gianni Giacobelli -. Il nostro auspicio per
i comuni che andranno presto alle urne è che i prossimi amministratori
alleggeriscano, e di certo non inaspriscano ancora, una tassazione che già incide
pesantemente sulla crescita delle libere professioni, e quindi anche dell’economia
delle Marche e dell’Italia stessa. Ci auguriamo, invece, che lavorino per realizzare
vere e proprie politiche di sostegno e di incentivo a queste categorie che non
rimangano solo sulla carta, ma che si traducano effettivamente in azioni efficaci e
risultati concreti”.