Università e tasse nella UE

Fra gli obietti dell’Unione Europea l’istruzione e la formazione dei giovani studenti rimane un obiettivo
prioritario, basti pensare al famoso programma Erasmus nelle sue diverse declinazioni, quanto ha
contribuito a creare un’identità sovra-nazionale nelle nuove generazioni che vi hanno partecipato. Oltre la
mobilità e lo scambio, la UE sostiene gli sforzi compiuti dagli Stati membri per fornire ai propri cittadini un
elevato livello di istruzione e formazione. Promuove inoltre il multilinguismo in Europa, sostenendo
l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue,
Ma la situazione in Italia come si pone?
ll Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha approvato all’unanimità il Rapporto sulla Condizione
Studentesca per il suo mandato 2016-2019, ed il risultato non è particolarmente incoraggiante. Alessio
Bottalico di Link Coordinamento Universitario ha dichiarato: “Anche quest’anno il rapporto Eurydice ha
evidenziato come l’Italia sia il fanalino di coda dell’Europa in tema di diritto allo studio. Il rapporto, che ogni anno fotografa la situazione in tema di tasse e supporto finanziario agli studenti dell’istruzione superiore, evidenzia come l’Italia sia uno dei paesi europei dove studiare costa di più. In Italia, l’87% degli studenti paga le tasse, con un ammontare che si aggira tra i 1000 e 3000, posizionandosi tra le università europee con le tasse più alte. Infatti, in Francia e Spagna, la percentuale di studenti che pagano le si abbassa, rispettivamente a 68% e 70% ed in Francia la tassazione studentesca va dai 100 ai 1000 euro. In Germania ed in Polonia la stessa si aggira tra i 0 e i 100 euro.”.
Eurydice è la rete istituzionale che raccoglie, aggiorna, analizza e diffonde informazioni sulle politiche, la
struttura e l’organizzazione dei sistemi educativi europei. Nata nel 1980 su iniziativa della Commissione
europea, la rete è composta da un’Unità centrale che ha sede a Bruxelles presso l’Agenzia Esecutiva per
l’Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (EACEA) e da 43 Unità nazionali operanti nei 28 Stati membri
dell’Unione europea, in Albania, Bosnia e Erzegovina, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, ex Repubblica
Jugoslava di Macedonia, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia. Dal 1985, l’Unità nazionale italiana ha sede
presso l’Indire.
Raggruppati in base al valore medio della tassazione universitaria imposta, individuando come estremi
della forbice, da un lato, i Paesi in cui l’istruzione è gratuita, dall’altro quelli il trovano tra i Paesi in cui l’istruzione costa oltre gruppo di Paesi in cui la tassazione media va dai 1000 ai 3000 euro. Nella stragrande maggioranza dei Paesi europei le tasse universitarie non superano i 1.000 euro e in molti casi risultano gratuite, come in Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Scozia, Grecia, Cipro. Negli ultimi dieci anni il peso della contribuzione studentesca è cresciuto vertiginosamente, in modo sincronico rispetto ad una significativa riduzione delle iscrizioni.
Dall’analisi risulta chiaro come le regioni del Nord accolgano sempre più studenti provenienti da regioni
diverse e siano quindi particolarmente attrattive dal punto di vista universitario. Un terzo degli studenti
nelle regioni del nord risulta essere fuori sede. Le regioni del Centro si caratterizzano per una discreta
attrattività nei confronti degli studenti residenti in regioni differenti e si attestano su percentuali simili alle
regioni del Nord Italia anche se, in termini dinamici, si registra un aumento di studenti in ingresso per le
Marche e un calo significativo per Toscana e Umbria.
MAURIZIO DONINI