Avanti tutta! Romperemo le reni all’Europa

E’ davvero surreale quanto sta accadendo intorno all’azione di Governo del nostro Paese. E’ del tutto surreale il dibattito acceso intorno all’opportunità di continuare con il cantiere della TAV, con un parere su costi e benefici spedito in Francia, ma sconosciuto al governo italiano. E’ surreale lo scontro diplomatico con la Francia, un paese che detiene 230 mld del nostro debito pubblico e che nei giorni scorsi ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore a Roma. Forse Salvini e Di Maio pensano che i prossimi certificati del debito pubblico possano comprarli Ungheria, Polonia e Romania che ora ne hanno zero? E’ surreale lo scontro tra le competenze del Ministro tria e l’incompetenza certificata di gran parte della compagine governativa, costretta a stare allo stesso tavolo per contratto. Più passano i giorni più è evidente lo scollamento nell’azione di governo, la manifesta inadeguatezza e assoluta impreparazione dei ministri, vice ministri e sottosegretari, la pervicace volontà di “punire”, anche a costo di farsi del male, una parte della classe dirigente colpevole di lesa maestà verso il M5s. Intanto l’esecutivo ignorando una  elementare regola di prudenza, di fronte alla recessione strisciante, al crollo della produzione industriale -5,5%, al calo sensibile degli incassi per il recupero dell’evasione fiscale, complici gli annunci strombazzati sul condono, la risalita dello spread, le stime di crescita della nostra economia inferiori di gran lunga rispetto alle previsioni 0,5%-0,6% rispetto all’entusiasmante 2,4% governativo, continua con la politica della spesa, varando a debito reddito di cittadinanza e quota 100, con costi spalmati sulle prossime generazioni. Quanto potrà durare questa corsa folle verso l’abisso? Forse ancora qualche mese, il tempo di attendere il responso elettorale delle elezioni europee, se i contraenti avranno un po’ di pazienza, se non interverranno fatti nuovi e traumatici, dopo lo sbarco di Savona, le dimissioni del ministro Tria, la “fuga” verso l’Europa di Salvini e di qualche capetto grillino, lasciando il Paese in macerie in mano di nuovo ad un esecutivo tecnico o di salvezza nazionale. A quel punto nessuno potrà scommettere contro il varo di una patrimoniale, il rialzo delle aliquote Iva e un regime di austerità come non lo ricordavamo dagli anni “60.  Così finirà l’esperienza del governo gialloverde dopo una breve stagione di annunci, fughe in avanti e rapide ritirate, con la soddisfazione di aver menato fendenti a destra e manca, che manco Brancaleone da Norcia, avendo dato la stura ai più elementari istinti dell’elettorato illuso con proclami sulla sicurezza, sul blocco degli sbarchi, quando la vera, unica emergenza era e resta la nostra economia e la permanenza stessa dell’Italia in Europa e fra i paesi industriali. In tutti questi frangenti il Presidente del Consiglio Conte che fa?

ARES