Agenda di Addis Abeba 2015

Il risultato nullo, per quanto vista la crisi in atto considerato comunque positivo, del vertice di Doha del
2008, portò alla Conferenza di Addis Abeba del 2015, conosciuta anche come Addis Abeba Action Agenda.
L’obiettivo era raggiungere i livelli di sviluppo sostenibile decisi in sede ONU, ma anche l’Agenda non ha
dato i risultati sperati sul progresso mondiale. La proposta di un organismo sovranazionale che attuasse una politica di cooperazione fiscale per liberare risorse da destinare allo sviluppo globale fu respinta. Furono proprio gli stati più ricchi, USA, Giappone, Regno Unito, a non far passare proposte efficaci in tale senso. La richiesta di una riforma fiscale era dettata dal fatto che le grandi multinazionali sottraevano risorse tramite una vasta forma di elusione ed evasione, valutando una sparizione di risorse misurata in 100 miliardi di dollari annuali. Una situazione che non pare molto mutata rispetto la realtà finanziaria attuale. I dati forniti dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), misero in evidenza come il peso degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo dal 2000 fosse nettamente diminuito a favore dell’aumento dei finanziamenti privati internazionali e delle risorse domestiche pubbliche. L’Italia con l’allora premier Matteo Renzi si impegnò a diventare paese donatore passando da un contributo dello 0,16% allo 0,25%. Il prodotto finale fu l’adozione di un programma d’azione contenente 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e più di 100 misure concrete comprendendo tutte le fonti di finanziamento con la cooperazione su una serie di questioni, tra cui la tecnologia, la scienza,  ‘innovazione, il commercio e lo sviluppo della conoscenza. una dichiarazione trionfalistica dell’allora segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, che definì lo scarno accordo come una pietra miliare, volta a promuovere una prosperità economica universale ed inclusiva: Questo accordo è un passo in avanti fondamentale nella costruzione di un futuro sostenibile per tutti. Esso fornisce un quadro globale per il finanziamento dello sviluppo sostenibile.
MAURIZIO DONINI