Discarica di Relluce

Al PRESIDENTE
della PROVINCIA di ASCOLI PICENO
Piazza Simonetti, n. 36
ASCOLI PICENO
Alla PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
DIRIGENTE del SETTORE II°
TUTELA E VALORIZZAZIONE AMBIENTALE
Viale della Repubblica, 34
ASCOLI PICENO
e, p.c. Al GRUPPO CARABINIERI FORESTALE
COMANDO PROVINCIALE
Viale Benedetto Croce, n. 47
ASCOLI PICENO

Oggetto: Rappresentazione di plurime irregolarità nella conduzione operativa della
discarica rifiuti solidi urbani, situata in località “Relluce”, di proprietà della Società
mista “Ascoli Servizi Comunali” con sede in Ascoli Piceno.
Nel corso del corrente mese di Novembre la stampa locale,“Corriere Adriatico”, nelle
edizioni del 7 e del 16 c.m. ha pubblicato due articoli, il primo dal titolo“Immondizia a
Relluce, ora c’è il sì dell’ARPAM”, il secondo dal titolo “Vasca deformata. No
ad altri rifiuti”.
Avendo lo scrivente svolto il ruolo di Assessore nel Comune di Ascoli Piceno dal 13
luglio 2004 al 29 novembre 2012 con delega all’Ambiente ed altri importanti servizi
comunali ed essendomi occupato nel detto periodo, in ragione dell’incarico assessorile,
del complesso e delicato servizio integrato rifiuti solidi urbani, pericolosi e non, alla cui
gestione del servizio stesso provvedeva direttamente la Società “Ascoli Servizi
Comunali” (in seguito, per brevità “A.S.C.”), all’epoca Società di capitale
unipersonale a responsabilità limitata, con capitale sociale di €.20.000 (euro
ventimila) a totale capitale pubblico del Comune di Ascoli Piceno e poi, dal 2013
Società mista (pubblico 60% e privato 40%), operante direttamente nella gestione
del servizio igiene integrato (raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi
urbani), ho ritenuto opportuno, anche in qualità di comune cittadino ascolano,
conoscere ed approfondire le attuali contrapposte questioni emergenti dai predetti due
articoli di stampa che interessano direttamente aspetti operativi nella conduzione della
discarica sita in località “Relluce”, già di proprietà comunale e dall’anno 2012
trasferita, a seguito ad acquisto, in proprietà della già detta Soc. “A.S.C.”
Ciò premesso, reputo opportuno riassumere, sinteticamente, il contenuto dei predetti due
articoli di stampa:
nel primo articolo di stampa, dal titolo “Immondizia a Relluce, ora c’è il sì

dell’Arpa”, pubblicato in data 07 novembre 2018, l’articolista riferisce che il
Presidente della Società “A.S.C.”, tale Andrea Zambrini, facendo seguito a precedente
comunicazione del 03 ottobre scorso, rende partecipi i Comuni del comprensorio
dell’ATA di aver acquisito parere favorevole dell’ARPAM sull’utilizzo dello spazio
recuperato nella quinta vasca della discarica comprensoriale di “Relluce” e, quindi,
informa i Comuni stessi della possibilità di tornare ad abbancare temporaneamente nella
vasca stessa di detto impianto, risolvendo in via provvisoria, il problema dello
smaltimento rifiuti anche con contenimento del costo di abbancamento degli stessi,
fissato in €.50 a tonnellata, rispetto al trasferimento nella discarica del Fermano che
comporta un costo maggiore di oltre €.100 a tonnellata.
Prosegue il Presidente della Soc. “A.S.C.” che tale possibilità di abbancamento è
immediatamente applicabile al fine di evitare problematiche di emergenza della gestione
dei rifiuti in provincia di Ascoli. Vista la rilevanza strategica ed economica per i cittadini
della provincia di Ascoli lo stesso Zambrini confida nel più ampio consenso da parte delle
autorità competenti.

nel secondo articolo di stampa, dal titolo “Vasca deformata. No ad altri

rifiuti”
, pubblicato il 16 novembre c.a., i Sindaci del Comune di Castel di Lama e quello
del Comune di Appignano del Tronto – interessati maggiormente alla corretta conduzione
dell’impianto di discarica di che trattasi in quanto i loro territori sono immediatamente
confinanti allo stesso impianto di smaltimento e, quindi, le rispettive popolazioni sono
soggette a subire le conseguenze negative per la adiacente presenza di tale impianto
rappresentano, sulla base di una relazione tecnica, che l’ulteriore abbancamento di rifiuti
nella quinta vasca della discarica di “Relluce” ripresa dall’8 novembre scorso, intesa
come “recupero volumetrico” costituisce un vero e proprio sormonto in quanto il
profilo di capping (ossia operazione di copertura definitiva dell’impianto)
risulta essere diverso da quello autorizzato con Determinazione del Dirigente della
competente Provincia di Ascoli Piceno n. l.418 del 27 settembre 2017.
Sostengono i due Sindaci dei predetti Comuni che le coperture definitive della quarta e
della quinta vasca dell’impianto di che trattai dovevano essere ultimate entro il 31
ottobre 2018 mentre ad oggi, come prassi, la Società “A.S.C.” risulta
inadempiente su entrambe le vasche. In particolare, sulla vasca cinque per la
quale è stata realizzata la copertura definitiva solo sulla porzione sud-est.
I predetti due Sindaci lamentano, inoltre, che l’abbancamento di ulteriori rifiuti comporta
maggiore quantitativo di infìltrazioni di acque meteoriche che fanno aumentare la
produzione di percolato, generando ulteriori vulnerabilità legate alla già compromessa
stabilità dei versanti. Conseguenza dell’ulteriore attuale abbancamento rende, inoltre,
necessaria la realizzazione di nuovo sormonto, difforme da quello autorizzato, che dovrà
essere nuovamente riprogettato e autorizzato con evidenti ulteriori ritardi della sua
realizzazione con conseguenze negative ora dette.
Infine, i predetti due Sindaci rappresentano che la quinta vasca in passato ha registrato
notevoli deformazioni dei suoi argini, come chiaramente evidenziato nella relazione
redatta dal geometra Antolini di fine 2016. Queste deformazioni, dell’ordine dei 5-8
centimetri, giudicate dal tecnico “compatibili con la normale deformazione di

assestamento della paratia una volta raggiunto il massimo carico”, di fatto
differiscono di dieci volte dalle deformazioni dichiarate nel progetto autorizzato nel 2008.
Abbancare ulteriori rifiuti nella quinta vasca significherebbe, quindi, aumentare le
spinte sull’arginatura della vasca stessa già notevolmente deformata, senza che nessuna
autorità competente si sia espressa sull’ammissibilità di tale deformazione.
I due Sindaci della Provincia di Ascoli Piceno ritengono, pertanto che siffatta anomalia
non possa essere sottovalutata e vada autorizzata da un competente organo tecnico che,
nel caso di specie, non può essere l’ARPAM.
Sulla base di quanto rappresentato, significato e lamentato, i Sindaci dei predetti due
Comuni, in ossequio a quanto previsto all’art.191, comma 3, del Decreto Lgs. 3 aprile
2006, n.152, recante “Norme in materia ambientale”, ravvisano le condizioni per
l’emissione da parte del Presidente della Provincia competente per territorio di ordinanza
contingibile e urgente per fronteggiare la grave situazione evidenziata, previa necessaria
acquisizione di parere tecnico necessario alla bisogna.
Riferito quanto recentemente apparso sulla stampa locale, lo scrivente rileva e rappresenta
ai destinatari della presente l’evidente contrapposizione comportamentale tra:
– chi (Società “A.S.C.”

, proprietario della discarica di “Relluce”)
persiste nella utilizzazione ultra-attiva della quinta vasca, che ha già esaurito la
possibilità di abbancamento dei rifiuti, per soddisfare ….. questioni di mero interesse
produttivo dell’impianto di smaltimento di rifiuti solidi urbani di che trattasi, conferendo
nella vasca stessa ulteriore quantitativo di rifiuti.
Tale imponderata scelta, a giudizio dello scrivente, attarda di fatto il compimento delle
operazioni di copertura definitiva della vasca ricevente (la quinta) per le cui operazioni,
non ulteriormente procrastinabili, il Dipartimento provinciale dell’ARPAM con sua
nota (acquisita al prot. prov.le n.17754 del 22 agosto 2017) aveva autorizzato
di procedere all’esecuzione simultanea delle necessarie ed indispensabili operazioni di
copertura definitiva superficiale (capping) e di ripristino ambientale sia della vasca n.
4 (il cui abbancamento si è concluso anni prima) e della vasca n. 5, entro
non oltre il giorno 30 giugno 2018, termine prescritto da Determinazione
Dirigenziale n.1418 del 27 settembre 2017, rimasto inosservato e prorogato, a richiesta
della Soc. “A.S.C.”, con successiva Determinazione Dirigenziale n.286 del 29 agosto
2018 al 31ottobre 2018; purtroppo anche quest’ultimo termine di proroga è
inutilmente trascorso;
– chi, invece, (i Sindaci dei Comuni di Castel di Lama e Appignano del
Tronto) che, a tutela della salute delle rispettive popolazioni, sono fondatamente
allarmati dalla recentissima ripresa dell’abbancamento di rifiuti nella quinta vasca, le
cui operazioni erano cessate a fine 2014, ed hanno rappresentato e denunciato che
l’attuale abbancamento aggiuntivo comporta, di fatto, maggiori spinte sull’arginatura
della vasca stessa, già notevolmente deformata, senza che nessuna autorità competente

si sia espressa sull’ammissibilità di tale deformazione.
Per scongiurare tale concreto rischio di rottura della paratia della 5

a vasca, urge
provvedere, innanzitutto, all’emissione di ordinanza presidenziale contingibile e urgente,
previa sospensione dell’abbancamento in corso e, nel contempo, di acquisizione di parere
tecnico necessario.
Dall’esame degli anzidetti articoli di stampa locale e dei provvedimenti amministrativi
adottati dal Dirigente del Settore “Tutela e Valorizzazione Ambientale” di Codesta
Provincia, lo scrivente ha la convinta sensazione, acclarata da plurime irregolarità, che la
Società “Ascoli Servizi Comunali”, in veste di “gestore” della discarica “Relluce”
di cui è proprietaria, impronta la conduzione dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di
“Relluce” con leggerezza, superficialità e, talvolta, spregiudicatezza, disattendendo o
non rispettando termini e prescrizioni legislative, prescritte dal Decreto Lgs. 13 gennaio
2003, n.3, recante “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle
discariche di rifiuti”, quelle emanate dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ascoli
Piceno.
Tale giudizio di negligenza nella gestione della discarica “Relluce” trova fondamento
nelle seguenti irregolarità:
1) 1) presenza, in prossimità dell’impianto “polo tecnologico” di “Relluce” di
un consistente cumulo (stimato in circa 30.000 mc), di altezza pari ad almeno 3
metri, accertato in seguito a sopralluogo effettuato dai tecnici dell’ARPAM in data 20
marzo 2018, di materiale di natura edile, composto da: intonaci, calcestruzzo armato,
mattonelle, spezzoni di cavi, plastiche, raccordi di acciaio dell’impianto idrico sanitario,
materiali isolanti, fascette, tubi di guaina, legno, insieme di aggregati da impiegare nella
realizzazione dei capping delle vasche n.4 e n.5, la cui pezzatura singola ha
dimensione decisamente superiore ai 4 cm. prescritti, arrivando fino ad oltre 20 cm. e,
pertanto, non rispondenti a quelli indicati nella Determinazione Dirigenziale della
Provincia n.1418 del 27 settembre 2017. Con tale Determina il Dirigente provinciale
autorizzava il progetto di modifica non sostanziale dell’AIA consistente in un diverso
pacchetto di coperture delle vasche, prescrivendo alla Soc. “A.S.C.” di realizzare, entro
e non oltre il 30 giugno 2018 la copertura definitiva superficiale della vasca n.4 e della
vasca n.5.
Con i descritti aggregati di materiale edile stoccati in sito, il gestore della discarica
“Relluce” intendeva utilizzare materiali provenienti dalle macerie dei Comuni del
cratere sismico, acquistati a prezzo irrisorio dalla Ditta “Dimensione Ambiente
S.r.l.”, materiali non idonei ad essere utilizzati per le operazioni di copertura definitiva
superficiale della vasca n.4 e n.5 in quanto non conformi alle normative vigenti, così
come prescritto nelle Determine dirigenziali della Provincia di AP n.199 del 27 aprile
2018, n.200 del 02 maggio e n.286 del 29 agosto 2018.
Insomma, un bell’espediente della Soc. “A.S.C.”

, gestore della discarica “Relluce”
per…….. fare cassa a discapito dell’efficienza della copertura definitiva
superficiale della vasca n.4 e n.5 mediante consapevole impiego di

materiale assolutamente inidoneo !
Per evitare che irregolarità simili abbiano a ripetersi nel prossimo futuro, si suggerisce che
le Determinazioni Dirigenziali della Provincia, riguardanti prescrizioni in ordine alla
corretta gestione della discarica di “Relluce”, siano notificate, oltre che al
rappresentante della Soc. “A.S.C.”, anche al “Direttore della discarica stessa”, in
modo che alle eventuali inosservanze delle prescrizioni impartite siano responsabili
entrambi i soggetti destinatari;
2) 2) numerose sono le irregolarità e la spregiudicatezza del gestore della discarica
“Relluce” il quale, con comportamento “contra legem”, in prossimità di determinati
adempimenti e prescrizioni essenziali per la regolare conduzione dell’impianto di
smaltimento rifiuti, propone dilatorie varianti di progetto nell’intento di guadagnare
tempo, ovvero dà inizio ai prescritti lavori solo nell’imminenza della scadenza del
prescritto termine di esecuzione: è il caso dei lavori di realizzazione della copertura
definitiva superficiale della vasca n.4, la cui cessazione di abbancamento risale a diversi
anni addietro, e della vasca n.5, la cui cessazione di abbancamento era tata dichiarata a
fine anno 2017, abbancamento riaperto provvisoriamente l’8 novembre 2018, il tutto con
le conseguenze negative lamentate dai Sindaci dei due Comuni come esplicitate nel corso
della presente nota;
3) 3) da ultimo, va rappresentato, a giudizio dello scrivente, che la Soc. “A.S.C.”, in
quanto gestore della discarica di “Relluce” non ha titolo ad attivare alcuna iniziativa
riguardante l’operatività dell’impianto di smaltimento rifiuti se non dopo aver concertato
ed aver acquisito preventiva autorizzazione da parte della Provincia competente: è il caso
della lettera indirizzata ai Sindaci del comprensorio ascolano invitati a trasferire dall’8
novembre 2018 i lori rispettivi rifiuti solidi urbani nella discarica di “Relluce” avendo
riaperto, seppure in via provvisoria previo benestare dell’ARPAM, la vasca n.5, già
chiusa a fine anno 2017.
Con la presente si chiede urgentemente i lavori di realizzazione della
copertura definitiva superficiale della vasca n.4 e n.5 evitando
assolutamente ancora proroghe in rispetto ai principi delle Regole e Leggi
vigenti.
Ascoli Piceno, lì 26 novembre 2018

CLAUDIO SESTO TRAVANTI