Coldiretti Marche, caccia: dopo il Consiglio di Stato la Regione intervenga sui selvatici

Il recente pronunciamento del Consiglio di Stato che in via cautelare ha sospeso il Calendario venatorio 2018/2019 nei siti Natura 2000 chiama la Regione Marche a un intervento urgente per risolvere la questione. Pur non entrando nel merito del provvedimento in sé, va ricordato che le Marche vivono da anni una situazione di vera e propria emergenza per il proliferare indisturbato della fauna selvatica. In attesa della sentenza del Tar Marche, il Piano di controllo del cinghiale, approvato nei mesi scorsi anche se con non pochi dubbi da parte di Coldiretti per il reale numero degli ungulati presenti sul territorio regionale, è di fatto bloccato. L’urgenza è dettata dal fatto che le aree interessate dalla sospensiva sono quelle più sensibili. Sia per la presenza di aziende agricole, molte delle quali hanno dovuto fare i conti con colture devastate dalle incursioni dei cinghiali, e sia dal punto di vista della proliferazione della fauna selvatica. “Gli imprenditori agricoli sono arrivati al punto di preferire lasciare i terreni incolti anziché investire risorse e tempo per una produzione che non sarà raccolta, vista la devastazione che gli ungulati stanno creando nei nostri territori – denuncia da Coldiretti Marche, la presidente Maria Letizia Gardoni -. Il sovrannumero della specie rappresenta uno squilibrio e una fonte di disagio non solo per le aree e le attività rurali, ma anche per la sicurezza dei cittadini sempre più spesso vittime di incidenti stradali. È necessario fare scelte urgenti che possano determinare una possibile coesistenza tra la tutela del lavoro e dell’attività agricola e la fauna selvatica”. Che la situazione nelle Marche sia emergenziale, con gravi danni alle colture e rischi sempre più frequenti per quanto riguarda la sicurezza stradale, è ormai da tempo sotto gli occhi di tutti. La Regione, a questo punto, si deve adoperare in fretta e, a nostro avviso, ha i supporti giuridici per farlo.