Azienda unica per i rifiuti per la provincia di Ancona: un progetto da confermare

Agire al più presto per salvaguardare gestione pubblica, qualità del servizio e occupazione
Le recenti sentenze del TAR hanno riacceso le note polemiche sul progetto di Azienda unica per la
gestione del ciclo dei rifiuti nella provincia di Ancona.
Aldilà delle posizioni di parte e del gusto strumentale di tante le di tante critiche, non c’è dubbio
che la costruzione tecnica del progetto debba essere riletta alla luce dei recenti pronunciamenti.
Come organizzazione sindacale, riteniamo però del tutto immotivato e fuori luogo qualsiasi
trionfalismo negativo: in realtà, dalle sentenze escono più conferme di validità che non
contestazioni. A cominciare dall’adeguatezza del “preliminare di Piano”, assunto invece come
motivazione ostativa da numerosi enti pronunciatisi a suo tempo contro.
Sul merito del progetto – salvaguardia del ruolo pubblico, qualità del servizio, risparmio per
l’utenza e tutela del lavoro e crescita delle professionalità – siamo più che mai convinti che non
esista un’alternativa migliore all’idea dell’Azienda unica “in house”.
Riteniamo, piuttosto, necessario richiamare tutti gli attori in campo – a cominciare dai pubblici
amministratori – al massimo di saggezza e di lungimiranza sia nel commentare le sentenze sia
nell’indicare possibili prospettive.
Da quattro anni, come sindacati confederali, siamo convinti assertori di un progetto d’aggregazione
che consideriamo basilare per la provincia: sarebbe ora che ai tanti commenti teoricamente
favorevoli all’azione associata dei Comuni, seguissero poi comportamenti adeguati e conseguenti.
In pochi giorni, invece, si sono letti fin troppi commenti che, quando non confinabili nella
partigianeria, possono ben poco ritenersi utili sia agli interessi dei cittadini utenti sia a quelli delle
centinaia di lavoratori coinvolti nel progetto.
Siamo pronti fin da subito a qualsiasi confronto di merito, ai tavoli istituzionali: comprendiamo che
vi siano esigenze di ricalibratura di merito e di percorso ed attenderemo, dunque, che siano gli
stessi attori istituzionali a convocarci.
Diversamente, come fatto in questi anni, non esiteremo a mobilitarci – con i lavoratori – affinché
nessuno possa chiamarsi fuori da un dovere ed una responsabilità verso cittadini e lavoratori.

Marco Bastianelli ( Segretario Generale CGIL Camera del Lavoro di Ancona)
Stefania Ragnetti ( Segretaria Generale Funzione Pubblica CGIL Ancona)