Legge di Bilancio dimentica artigiani e piccole imprese

“Siamo delusi e arrabbiati. Questa Legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese, una
parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al
mondo”.
Così il Presidente e il Direttore Generale della CNA Territoriale di Fermo, Paolo Silenzi e
Alessandro Migliore, che intervengono su una Legge di Bilancio che, pur impedendo il previsto
aumento dell’Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro
collegate a Impresa 4.0, non persegue il processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e
piccole imprese.
“Rimangono disattese le nostre richieste sulla deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, il
tributo più odiato da artigiani e piccoli imprenditori perché colpisce strumenti di lavoro
indispensabili a svolgere la propria attività, di esclusione dall’Irap per le attività di minore
dimensione, di ripristino dell’aliquota al 65% per gli interventi di efficientamento energetico –
aggiungono – e per di più si fa retromarcia su importanti provvedimenti come l’Imposta sui redditi
d’impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti
opportunamente lo scorso anno”.
Lunga la lista delle cose che non vanno, e che sono oggetto di una massiccia campagna di
comunicazione targata CNA all’insegna dello slogan #bastablabla: le agevolazioni fiscali per la
riqualificazione energetica degli edifici si sono dimostrate fin da subito uno strumento capace di
innescare un circuito virtuoso di robusto sostegno all’economia. Purtroppo, la parte più utilizzata di
queste agevolazioni è stata inspiegabilmente tagliata dal 65 al 50% della spesa, rendendole meno
attrattive. L’Imposta sul reddito d’impresa (Iri) consente anche a una ditta individuale, a una società
di persone, a un artigiano o a un commerciante di pagare le tasse separando il reddito d’impresa da
quello personale, come già avviene per le società di capitali, permettendo un giusto risparmio fiscale
ed evitando discriminazioni tra imprese.
“Tutto sembrava pronto per l’entrata in vigore l’anno prossimo – riferiscono Silenzi e Migliore – ma
nel disegno di Legge di Bilancio 2018, ora all’esame della Camera, è previsto lo slittamento di un
anno del provvedimento. Infine, il nuovo regime di cassa per la determinazione del reddito in
contabilità semplificata interessa 2,2 milioni di imprese. Imprese che hanno chiesto di pagare Irpef e
Irap solo sui redditi incassati. Ma senza la possibilità di riportare le perdite all’anno successivo
questo non è possibile”.

Fermo, 11 dicembre 2017 L'Ufficio Stampa