Voucher: Ipocrisia, codardia, voglia di rivincita!

4-178Ipocrisia, voglia di rivincita, codardia, sono questi gli elementi che hanno portato alla cancellazione dei voucher. Uno strumento in uso per l’1% dell forza lavoro nel nostro Paese, 10% di utilizzatori pensionati, 55% di titolari di altro lavoro o percettori di ammortizzatori sociali. Questo il quadro nel quale una politica codarda, un sindacato rancoroso e voglioso di rivincite ha buttato alle ortiche uno strumento serio, seppure in qualche caso abusato, uscito dalla penna di un grande giuslavorista come Marco Biagi. Bell’omaggio in questo sedici Marzo la politica, politicante e claudicante ha fatto alla memoria di Marco Biagi, alle innumerevoli microimprese italiane utilizzatrici dei voucher per pagare i lavoratori stagionali o occasionali. Bell’esempio di democrazia il decreto del Governo che di fatto annulla il referendum già fissato per il 28 maggio. Chi aveva paura del referendum? Perché si è impedito come al solito all’elettorato di esprimere la propria opinione? Uno studio dell’Inps, svolto da due insigni professori Bruno Anastasia e Pietro Garibaldi attesta come i voucher siano stati utilizzati in massima parte per attività accessorie, settori nei quali il lavoro nero la faceva da padrone. Di fatto lo studio evidenzia come la percentuale di incidenza dei voucher sul totale degli occupati, riferita al 2015 è pari all’8%, con la conseguenza di poter dedurre che se queste stime sono esatte e nessuno ne dubita, 900.000 del milione e seicentomila percettori di voucher stimati nel 2016 sono stati strappati al lavoro in nero dove erano confinati nella condizione precedente, senza alcun contributo versato. In un Paese con oltre 3 milioni di disoccupati era proprio necessario fare una battaglia ideologica contro i voucher, peraltro era già intervenuta un sostanziale correzione alla loro utilizzazione, solo allo scopo di dimostrare l’incapacità di modernizzazione della politica e del sindacato?

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