La stagione del Merolenzio – Meno musica, ma più multe!

T6YZ6K9V“Ridare tempo di vita ai cittadini, questa sarà la parola chiave che guiderà l’elaborazione del nuovo piano

del traffico&quo”.

Il sindaco di Bologna Virginio Merola mentre annuncia nuovi autovelox e telecamere da settembre

Spegnere la musVirginio Merola è uno di quei politici che ai tempi della grande URSS comunista sarebbe

stato definito un ‘apparatchik’, termine, non propriamente complimentoso, che identificava i grigi

burocrati di partito che per la fedeltà dimostrata all’apparato riuscivano a scalare i vertici del potere,

almeno in parte. La gestione del suo primo mandato è stata caratterizzata da un grigiore che fa apparire

splendente il plumbeo cielo di Londra, di lui si ricorda come abbia spento la musica. A Bologna esisteva il

Bolognetti Rocks, una delle rassegne più interessanti a livello nazionale, closed!! Avevamo l’Arena Parco

Nord che arrivò perfino a strappare l’Hydrogen Festival a Milano ed a riempire il catino di via Stalingrado di

grandi concerti, closed!!

Purtroppo l’incapacità del PD bolognese, una volta esempio della sinistra, di mettere assieme un candidato

minimamente decente ha portato prima alla caccia all’estero con il buon Cofferati, considerato il peggior

primo cittadino ogni tempo e prematuramente tornato al buen retiro genovese, ed a pescare questo grigio

funzionario di partito. Ma se Virginio Merola ha inaugurato la stagione del ‘merolenzio’, il grande silenzio

che regna in città popolata di piccoli eventi, tanto interessanti quanto sconosciuti al grande pubblico, è

riuscito anche nell’impresa di sfrattare il Festival dell’Unità spedendolo in Provincia, per mettere al suo

posto una pineta. Idea che vista la location pare più destinata a popolarsi di esibizionisti che di mamme con

i passeggini.

Ma visti i risultati come è possibile che abbia ottenuto il secondo mandato? Ricandidato con molti mal di

pancia dal partito per la già richiamata mancanza di valide alternative, ha ottenuto il peggior risultato fra

tutti i sindaci arrivando al ballottaggio con la candidata della Lega con un miserrimo 40%. Quindi come è

possibile che sia stato rieletto?

L’elettore storico e caratteristico del PD Bologna è una sagoma particolare, bofonchia e si lamenta per

tutta la durata del mandato, si raduna in drappelli agguerriti sul crescentone di Piazza Maggiore.

Identikizzato alla perfezione nel profilo ‘Umarell’ dal grande scrittore e sociologo Danilo Masotti, passa la

sua giornata iniziando dalle ipercoop rosse, rigorosamente almeno mezz’ora prima dell’apertura, si

trasferisce presso i vari cantieri che il partito ex di sinistra tiene appositamente aperti, peraltro molto più

popolati degli orti comunali, si trasferisce infine in centro dove borbotta, come si suol dire, a guisa di

‘pentola di fagioli’.

E’ la sindrome dell’elettore PD bolognese, lamentarsi per 4 anni per poi votare pedissequamente quello

che il partito gli indica, è caduto il colosso bancario rosso del Monte dei Paschi, ma Palazzo d’Accursio

rimane un’isola felice ed un approdo sicuro per gli ‘Umarell’. Ora avremo altri 4 anni con meno musica, ma

più multe, e dal prossimo anno privati anche della Festa dell’Umidità, variazione semantica bolognese della

Festa del vecchio PCI, dimora delle ‘sfogline volontarie’, ma questa è un’altra storia.

MAURIZIO DONINI