Forza Italia Pesaro Comiato per il NO

IMG-20160Ieri sera si è riunito il Coordinamento provinciale Pesaro di Forza Italia presieduto dal Coordinatore

provinciale Alessandro Bettini.

In sede di riunione è stato costituito il Comitato per il No al Referendum sulla riforma

costituzionale voluta dal Governo Renzi composto da Alessandro Bettini, Settimio Bravi, Anacleto

Pierfranceschi, Stefano Mirisola e Alex Pratelli.

A breve verranno costituiti Comitati per il No nei Comuni della Provincia.

Alla riunione era presente anche il Consigliere Capogruppo FI in Consiglio regionale, Jessica

Marcozzi.

Forza Italia, nel riscontrare la forte contrarietà da parte di moltissimi cittadini alla riforma

costituzionale, ha già avviato, anche tramite i social network, la campagna contro la stessa. Chi è

interessato a costituire un Comitato per il No può contattare i coordinatori provinciali FI o visitare il

sito www.forzaitalia.it. Tra i cittadini c’è un sempre più dilagante sentimento di protesta nei

confronti del Governo e della sua riforma con cui si vuole consegnare nelle mani di una sola

persona un potere assoluto. Per questo motivo con la protesta cresce anche la predisposizione a

votare “No” al prossimo referendum. Siamo in strada per difendere la democrazia e la libertà. E

rilanciamo i 10 punti del No del Centrodestra alla riforma costituzionale:

1) No perché non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza (su

cui pesa la dichiarazione di illegittimità della legge elettorale da parte della Corte

Costituzionale)

2) No perché quella italiana era la Costituzione di tutti (e invece nel processo di riforma il

metodo utilizzato ha provocato solo spaccature con soprusi nei confronti delle prerogative

riconosciute all’opposizione)

3) No perché il referendum non potrà sanare né compensare un vizio di origine, ovvero la

mancanza di legittimazione del Governo e dunque della riforma

4) No perché la Costituzione deve unire e non dividere. Questa riforma, invece, destituisce il

meglio della tradizione democratica del nostro Paese

5) No perché il combinato disposto con la legge elettorale porta a un Premierato assoluto

6) No perché saltano pesi e contrappesi. E’  il modello dell’uomo solo al comando. Nascerebbe

un Premierato assoluto che diventerebbe privo di idonei contrappesi. Ne deriverebbero

effetti collaterali negativi anche per il sistema di checks and balances. Ne risentirebbe infatti

l’elezione del Capo dello Stato, dei Componenti della Corte Costituzionale e del Csm.

7) No perché il Senato è solo un pasticcio. Le funzioni attribuite al nuovo Senato sono ambigue

e il modo di elezione dei Senatori è confuso, prevedendo peraltro che siano rappresentati

enti territoriali con funzioni molto diverse.

8) No perché non funziona il riparto di competenze Stato-Regioni- Autonomie locali

aumentando l’attuale contenzioso

9) No perché si sostituisce il Centralismo al Pluralismo e alla Sussidiarietà, e si crea

inefficienza. Aumenterà la spesa statale. E quella regionale e locale, specie per il personale,

non diminuirà.

10) No perché non si valorizza il principio di Responsabilità. Lo Stato, infatti, attraverso la

clausola di supremazia, potrebbe riaccentrare qualunque competenza regionale

contraddicendo il principio sancito dall’art.5 della Costituzione per riconoscere e

promuovere le autonomie locali.