“Un primato per l’ascolano, questa volta a vincere è la razza bovina Marchigiana dell’Azienda Francesco Simonetti”

aziendassimonettiAPPIGNANO DEL TRONTO – Questa volta, a vincere la fascia di miss Italia non è la ragazza più

bella ma la stupenda manzetta “Enriqueta”, di razza bovina Marchigiana, appartenente all’azienda

Simonetti Francesco di Appignano del Tronto in provincia di Ascoli Piceno, la quale si è

aggiudicata il primo posto nella “3^ categoria Manzette”.

Dal 13 all’15 maggio scorso, infatti, si è svolta presso il Centro Fiere di Villa Potenza a

Macerata, contestualmente all’annuale edizione della Raci, la 32a edizione della Mostra Nazionale

del Libro Genealogico della razza bovina Marchigiana; evento, patrocinato dal Mipaaf, organizzato

da Anabic in collaborazione con la Regione Marche, il Comune, la Provincia e la Camera di

Commercio di Macerata.

In mostra hanno sfilato e gareggiato ben 217 splendidi bovini allevati in selezione, fra i

migliori a livello nazionale, e la bellezza dei bovini dell’azienda Simonetti si è fatta davvero notare.

Manifestazioni come questa rappresentano anche uno strumento per affermare la qualità delle

eccellenti e pregiate carni bovine di razza Marchigiana appartenenti al nostro territorio

marchigiano.

Dice Fabio Lupi – Esperto Nazionale delle razza bovina Marchigiana: “E’ importante far

sapere al consumatore che le carni hanno notevoli qualità nutrizionali, soprattutto se provengono

dai nostri allevamenti di Marchigiana che allevano questa razza nell’assoluto rispetto delle antiche

tradizioni contadine ma soprattutto nel rispetto del benessere animale. Questa antica e nobile

razza, che nel passato veniva utilizzata per lavorare i nostri campi, è stata apprezzata e diffusa in

tutto il mondo, ossia Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Gran Bretagna, Australia, Olanda ed

Albania. Le carni di questa razza hanno ottime caratteristiche organolettiche (carne saporita, molto

gustosa ed apprezzata al palato), bromatologiche (con grana fine, giusto grado d’infiltrazione di

grasso all’interno della fibra e colore rosato) e dietologiche (con contenuti nelle carni in grasso ed

in colesterolo ridotti); inoltre, sono animali molto rustici e frugali, con grande capacità di vivere

bene al pascolo nelle montagne del nostro entroterra marchigiano, salvaguardando queste aree

marginali e la popolazione che ci vive”.

“In Italia – prosegue il noto esperto – si pone molta attenzione all’aspetto sicurezza

alimentare e salvaguardia della salute umana, infatti la nostra legislazione è molto attenta e severa

nell’effettuare i controlli sanitari negli allevamenti. Ha sempre maggior importanza e rigidità il

controllo sulle carni al fine d’individuare eventuali residui ormonali, tossici, additivi, insomma

elementi nocivi per la salute umana, severamente vietati in Italia”.

“Nel rispetto delle raccomandazioni proposte da dietologi e nutrizionisti – conclude Lupi –

che ci invitano a mangiare la carne con moderazione evitando gli eccessi, è altrettanto necessario

evidenziare che la nostra carne è necessaria per la crescita dell’essere umano, ci protegge dalle

infezioni, favorisce il rafforzamento della muscolosità poiché importante fonte di nobili proteine di

alto valore biologico, favorisce i giusti equilibri ormonali grazie al grasso intramuscolare, ci difende

dall’anemia grazie all’abbondanza di ferro, svolge un ruolo di primo piano nella lotta contro i

radicali liberi grazie alla presenza di Selenio, è ricca di molti sali minerali come il fosforo, il

potassio, il magnesio, lo zinco, il calcio ed il cloro, è utile alla formazione dei globuli rossi, migliora

l’utilizzo dell’energia per l’esercizio fisico grazie alla numerosa presenza di vitamine ed in particolar

modo quelle del gruppo B (B1, B2, B3, B12). Il suggerimento per noi consumatori è quello di

riscoprire l’autentico e genuino sapore delle nostre carni locali di qualità, certificate dal marchio

IGP – Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale che ne garantisce l’origine e la tracciabilità

dall’allevamento fino al banco di vendita delle macellerie convenzionate e di rivolgersi al Sistema

della filiera corta (dal produttore al consumatore), aziende che allevano gli animali e che

commercializzano la stessa carne direttamente nella propria azienda”.

Francesco Petrelli –