Le donne e la scelta dell’uomo sbagliato!

gli-amanti-rene-magritte“Prendi una donna, trattala male lasci che ti aspetti per ore”

Teorema di Marco Ferradini

Nel suo editoriale su Repubblica di oggi, la bravissima Concita De Gregorio tocca, pur se non è questo il focus, ma il

film di Virzì, la capacità delle donne di scegliere sempre l’uomo sbagliato, e bisogna dare atto che questa attitudine

viene dal gentil sesso perseguita con ammirevole cocciutaggine. Sempre Concita appunta come quando il mondo che

circonda la campionessa delle scelte sbagliate le faccia notare l’incongruità della situazione, trovi tutte le

giustificazioni possibili ed immaginabili per rendere plausibile ciò che non lo è. Se la testardaggine è utile per

conseguire i propri obiettivi, la cocciutaggine nel non voler ammettere i propri errori è alquanto distruttiva, il tema è

noto ed insolubile financo a divenire noioso.

I blog sono pieni di situazioni di questo tipo, nella consuetudine le donne dicono di volere l’uomo dolce, affettuoso,

attento ai loro bisogni ed esigenze, pronto a correre nel momento del bisogno, questo ovviamente poco prima di

congiungersi con l’uomo sbagliato. Come riconoscere l’uomo sbagliato? Facile, molto facile, tende ad evitare di avere

una vita sociale assieme alla donna, si limita ad usarla a scopo carnale, non ha interesse ad avere rapporti al di fuori

di una camera di albergo, ovviamente giustifica il tutto con le scuse più assurde che lei tende ad accettare come

verità assolute. E’ geloso, spesso morbosamente, sa che in mancanza d’amore non v’è certezza, quindi la considera

non una compagna, ma un oggetto, da qui il desiderio di possesso e di controllo. Nei comportamenti si rilevano

anche denigrazioni, spesso pubbliche ed offese, a volte velate, ma comunque tendenti a ferire la donna.

Gli studi effettuati individuano nelle donne una sindrome che viene definita del “principe azzurro”, tanto per fare

parità di genere con quella di “Peter Pan” assegnata al sesso forte, non sarà consolatorio, ma la società paranoica è

pienamente realizzata. Rimanendo alla paranoia in rosa, le donne che scelgono l’uomo sbagliato sono caratterizzate

da bassa autostima, capacità di accontentarsi di poco, voglia di essere amate, ed a questo punto potremmo

aggiungere lucida follia. Altra caratteristica che le accomuna è il bisogno maniacale di analizzare i rapporti in maniera

dettagliatamente maniacale per individuare i propri errori, il tutto senza accorgersi che il problema risiede proprio

nella scelta dell’uomo sbagliato.

Non si tratta di sfortuna o del fato, ma di una serie di atteggiamenti mentali che portano la donna ad escludere quelli

giusti ed a dirigersi verso quelli sbagliati, non accorgendosi che il prescelto ha le stesse caratteristiche del precedente

“sbagliato”. Gli studiosi hanno sintetizzato in sette concetti i motivi, la bassa autostima che le porta a dirigersi magari

verso un ingegnere capo in posizione apicale, noioso, ma rassicurante con la sua aura di potenza, piuttosto che

guardare qualcuno divertente, ma imprevedibile; la convinzione che amore e/o dedizione possano risolvere i

problemi nel rapporto con l’uomo sbagliato; ignorare i fatti attribuendosi le colpe; farsi affascinare dall’esteriorità, il

potere, i beni materiali posseduti, il poter disporre; atteggiamenti positivi, soprattutto all’inizio della relazione, che si

trasformano in mostruosità nel tempo; di solito sono tipi allegroni e spiritosoni, da compagnia, normalmente fin

troppo, tipico degli inaffidabili, ma questo si vede col tempo; ultimo, last but not least, il controllo che ad un certo

punto della relazione l’uomo introduce e la donna scambia per attenzione, l’atteggiamento paternalistico che lo

porta a dirle cosa dovrebbe fare, dire, pensare, non è attenzione, ma controllo.

Ora dovremmo descrivere le soluzioni che vengono prospettate per evitare di continuare in questo trend, ma

sarebbe totalmente inutile e probabilmente riconducibile al precedente articolo sull’adulting, la realtà è che

inevitabilmente le donne, perlomeno la stragrande maggioranza, soprattutto quelle use ad usare il mantra “Io? Mai!

Figurati! Si vede che non mi conosci….”. Ad maiora direbbero i latini.

MAURIZIO DONINI