Integrazione, profughi e terrorismo – la confusione regna

ITALY-IMMIGRATION-SHIPWRECKLa recente nuova ondata di attentati in Europa ha rinfocolato il dibattito su immigrazione e terrorismo, un binomio che trova la sua ragione di esistere nel vocabolario solo per via della solita superficialità e pressapochismo derivante dall’ignoranza permeante il mondo moderno. Innanzitutto i terroristi sono in

massima parte cittadini europei, magari anche di seconda o terza generazione, il che vuol dire che è possibile imputare il loro reclutamento al fallimento delle politiche di integrazione derivanti dalla ghettizzazione cui sottoponiamo i “diversi”.

Vogliamo dire che fra le migliaia di disperati e moribondi che abbandonano terre devastate dalla miserie e dalle guerre, zone totalmente ignorate dalle democrazie occidentali quando non ricche di petrolio o strategiche, ci possano essere malviventi o peggio, non facciamo altro che ribadire la legge dei grandi numeri.

Pensare che chiudere le frontiere ai profughi impedisca a dei terroristi preparati di entrare in Europa è utile solo a foraggiare la vasca di sciocchezze di Salvini, uomo la cui utilità è ancora oggetto di studio da parte degli scienziati. Fra le tante dichiarazioni in merito ricordiamo quella del capo delle 16 agenzie di intelligenze Usa, James Clapper, in un’audizione al Senato, secondo cui l’Isis infiltra suoi affiliati tra gli immigranti dotandoli di passaporto siriano. Peccato che non si ricordino arresti alle frontiere di questo tipo, e che le suddette agenzie di intelligence facciano fatica anche a prevedere la pioggia in estremo oriente durante la stagione dei monsoni, la messe di attentati e le relative omissioni della sicurezza ne sono il testimone.

Associare automaticamente un profugo, o un islamico, al terrorismo è come quando all’estero collegano gli italiani alla mafia, colossali sciocchezze per usare un eufemismo, moltissime aziende italiane ed europee usano senza problemi manodopera extra-comunitaria, ma ha forse senso parlare di intra-comunitari ed extra-comunitari contando che vista dal cielo la Terra non ha nessun confine se non quelli creati artificialmente dagli uomini?

Una interessante iniziativa decisa dal Senato Accademico di Bologna per favorire l’integrazione tramite l’esenzione dalle tasse universitarie per il primo anno dei richiedenti asilo, questo ha scatenato l’indignata reazione della Capogruppo della Lega Nord di Bologna, questa dimostrando una ignoranza degna di farle ricoprire la carica per la Lega Nord, sciorina facile ironia sulla differenziazione fatta dal Senato Accademico tra ‘richiedenti asilo’ e ‘profughi’, ignorandone evidentemente la sostanziale differenza di status. Facile parlare di integrazione, ancora di più lo è parlarne e poi criticare qualunque atto venga fatto in quella direzione per puri motivi elettorali.

MAURIZIO DONINI