Le primarie del Pd, la non sorpresa della noia!

primarie-pdChi non è più in grado di provare né stupore né sorpresa è per cosi dire morto; i suoi occhi sono spenti.

(Albert Einstein)

E se sostituissimo la firma del grande scienziato con quella di un puffarolo di Firenze? Perché le sorprese nel

PD di Renzi sono terminate come la voglia di avere altri figli da parte di Geppetto. Quando il PD era ancora

un partito di sinistra ed al suo timone sedeva quel bravuomo di Bersani le  primarie erano diventate

avvincenti come la finale di un mondiale di calcio, non sapevi mai chi ce l’avrebbe fatta, la triste faccia da

perdente predestinato del politico piacentino che riuscì ad essere sconfitto dalla destra perfino nel suo

comune ci portò i ribaltoni di Pisapia e Vendola contro tutte le aspettative ed i desiderata del partito, altri

tempi.

Al giorno d’oggi quando Renzi decide tutto il mondo si muove nel suo solco, in un modo o nell’altro, a Roma

si pagavano 2 euro per votare, a Napoli te ne davano 1 per farlo, paese che vai dare ed avere che trovi. A

Milano hanno reclutato extra-comunitari da mandare in fila al seggio in quantità tale che hanno dovuto

chiedere aiuto anche all’Isis per raggiungere la cifra desiderata, a Napoli li hanno esclusi assieme ai

minorenni, in questo caso la Campania si è dimostrata più leghista della Lombardia.

A Roma il problema nemmeno si è posto, molti elettori pur di non votare hanno fatto la gita al mare sotto

la pioggia, al mattino Orfini si consolava citando le firme dei M5S, il vecchio credo della politica italiana,

“noi abbiamo perso, ma altri stanno peggio di noi”. Resta il fatto che si sono presentati alle urne 60.000

persona in meno, che a margine sono anche € 120.000 raggranellati in meno, che in tempo di vacche magre

fan sempre comodo. Qui la sorpresa sicuramente l’abbiamo, non tanto per i 60.000 mancanti, ma che

40.000 fiduciosi siano andati a votare, la cecità degli italiani anche dopo avere sbattuto la testa contro il

muro è sicuramente degna di raggiungere ben altri risultati.

I candidati voluti dal partito di Renzi, malgrado gli scalpitii della sinistra dem, oramai ridotta ad assurgere a

razza protetta pari ai panda cinesi ed alle vergini newyorkesi, sono passati tutti, noia e potere vanno spesso

a braccetto assieme.

MAURIZIO DONINI