Tra acccoglienza e clandestinità, tra respingimenti e deliri

immigrati-accoglienza-1024x569-1429027879La Terra nacque come mondo unico dove tanti Adami e tante Eve percorrevano foreste e savane, prati e deserti,

valicavano montagne e guadavano fiumi, senza ostacolo alcuno se non quelli posti da madre natura. La Gaia

favoleggiata da James Lovelock era un organismo, se non felice, perlomeno privo di confini e forse di odio, questo

fino all’arrivo di Fàfnir, l’avidità.

E quindi si cominciarono ad ergere non case, ma muri, non ostelli, ma castelli, tutto a difesa della propria proprietà,

magari conquistata sulla pelle degli altri, con la violenza, l’ansia del possedere viene sempre prima del condividere.

Era il 2009 quando in piena crisi di consenso il governo Berlusconi, nella persona di due “stimati statisti”, mise in

piedi il reato di immigrazione clandestina. I dotti estensori normarono che tutti coloro che entrano in Italia senza

regolare permesso di soggiorno, requisito per cui è richiesto un contratto di lavoro biennale, incorressero in questa

tipologia penale. Dei due illuminati si sono presto perse le tracce, uno tra gli ori della Tanzania e le cliniche svizzere,

l’altro travolto dalla macchina del fango del vendicativo Caimano, il reato è rimasto, benchè sempre osteggiato dalla

sinistra liberale.

Già, la sinistra liberale, senza cui le pagine dei giornali sarebbero molto scarne di umorismo, per fortuna Renzi c’è!!

Entro il 17 gennaio si deve, o si doveva, varare un disegno di legge sulla depenalizzazione di tutta una serie di reati, il

tutto in 16 articoli suddivisi in 4 capi. L’impianto legislativo interessava una serie di reati per cui non è prevista la

detenzione carceraria, ma solo il confino domiciliare o similare, tra questi appunto il reato di clandestinità. Ma si sa

quanto il governo Renzi sia attento, ed i sondaggi che lo danno unanimemente perdente con il M5S al ballottaggio

non fanno dormire sonni tranquilli al Pinocchio fiorentino. Quindi via tutto, “No alla demagogia ma no anche al

buonismo esasperato, la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina non sarà nel prossimo CdM Il”

dichiara deciso il presidente del Consiglio.

Non poteva mancare purtroppo l’ovvia spalla del sogno di ogni dentista, la Julia Roberts della politica italiana, colei

che anche in mezzo alla tempesta sorride protesa sulla prua del Titanic che affonda, al secolo Maria Elena Boschi che

spiega: “Nel merito, la richiesta viene dagli addetti ai lavori, dai magistrati, però penso che in questa specifica fase

storica e politica per poter depenalizzare i reati di immigrazione clandestina, occorre preparare prima l’opinione

pubblica, non perché abbiamo paura in termini di consensi, ma perché c’è un problema di percezione della sicurezza.

Forse si può arrivare a eliminare quel reato se si prepara bene il terreno, oggi non credo che sia giusto farlo”.

Ovviamente, pensare che la norma sia stata stralciata per puri motivi elettorali è sicuramente meschino, forse

Andreotti ci avrebbe rafforzato la sua massima sul pensar male….

Poco conta poi che le critiche al reato, così come è stato delineato vengano dal capo della polizia Alessandro Pansa,

secondo il quale “il problema reale è dato dal fatto che intasa l’attività delle procure”, e dall’’Associazione nazionale

magistrati secondo cui “Non serve a fermare gli ingressi illegali. Intasa i tribunali. Frena le inchieste sugli scafisti. E

come se non bastasse ha costi pesantissimi per lo Stato. E’ necessario non far prevalere sul ragionamento la

demagogia, perché è con le scelte ponderate che si tutela la sicurezza. Inutile poi la pena dell’ammenda: e mai

nessun straniero rinuncerà ad entrare illegalmente davanti a una sanzione pecuniaria che non è in grado di pagare e

che lo Stato non è in grado di riscuotere”.

Restano poi le deliranti idee di persone poco equilibrate e riottose come Giorgia Meloni, presidente di Fratelli

d’Italia, che tenendo fede al nome ritengono che il mondo si fermi ai patrii confini, vorrebbero mantenere le sanzioni

pecuniarie aggiungendoci anche da 1 a 3 anni di galera, giusta punizione per chi osa venire da un paese dove muore

di fame in uno dove si buttano tonnellate di cibo ogni girono, avvertendoci anche a memoriche “Se l’Italia continua

ad essere lo Stato europeo con le leggi meno severe, presto diventerà il campo profughi dell’Unione Europea”. E

come non lasciare per ultimo l’inaffondabile Roberto Maroni (Lega), che non riuscendo a combattere le PM10 a casa

sua pensa di silurare qualche barcone nello Stretto e replica all’ANM “che Renzi e Alfano dovrebbero fare quello che

facevo io da Ministro dell’Interno: respingimenti e rimpatri“, un vero uomo di Pontida insomma.

MAURIZIO DONINI