Renzi e le promesse mancate

000raiA Luglio prossimo i contribuenti italiani, titolari di un contratto di fornitura elettrica, inizieranno a pagare la prima rata del canone RAI, per un importo complessivo di 100 euro. Il provvedimento, motivato dall’esecutivo come la modalità più efficace per battere l’evasione del canone, farà entrare nelle casse della Rai fino a 300 milioni di euro. Cifra che si aggiunge all’importo del canone già riscosso e ai proventi della raccolta pubblicitaria. Potrebbe essere una distorsione della concorrenza? Di sicuro è qualcosa di diverso rispetto a quanto preannunciato e più volte sottolineato dal premier, non ultimo alla Leopolda del 2014, quando prefigurava uno scenario con la privatizzazione di Rai 1 e Rai 2, ed una riforma complessiva della Rai con “l’allontanamento”  dei partiti dalla “televisione di Stato”. A due anni di distanza di privatizzazione e di “allontanamento dei partiti dalla Rai non si parla più, è uno strumento troppo utile alla politica e in particolare a quanti stanno al governo. Con buona pace della libera concorrenza sul mercato, di un miglioramento complessivo dell’offerta televisiva, di una minore distorsione del mercato pubblicitario e di una pluralità sempre evocata si persegue l’obiettivo esattamente contrario e si “impone” al cittadino contribuente di sostenere l’onere!

ARES