Un Sindaco fermocentrico

000calcinarosindacoLa visione fermocentrica del sindaco Calcinaro ha portato alla scelta della sede dei Beni Culturali come opzione per l’allocazione dell’Agenzia delle Entrate. Nulla da eccepire si direbbe. La sede dopo il riaccorpamento della Facoltà alla casa madre di Macerata era rimasta vacante e il Comune ne ha approfittato per poter mettere a reddito l’immobile. Eppure ci sono due questioni irrisolte e da anni gravano sul ruolo e sul futuro della città senza la capacità e la volontà di affrontarle. La prima è il ruolo di Fermo nel contesto territoriale, in qualche modo rivendicato di fatto dopo l’istituzione della Provincia, ma mai diventata effettiva leadership politica, economica e territoriale. La seconda attiene all’incapacità di lavorare per progetti, quando anche questi richiedono scelte coraggiose e di medio e lungo periodo, come nel caso del centro storico di Fermo. Quindi nel primo caso l’errore di fondo è nel aver voluto affrontare la questione in un ottica più generale e di servizio al territorio, quale è di fatto l’Agenzia delle Entrate. L’impressione prevalente è quella della città “prendi tutto”, anche in un contesto non agevole o condiviso. Perché la sede dell’Agenzia delle Entrate non poteva essere baricentrica rispetto al territorio? Perché il deposito Steat insiste ancora su un’area strategica per far crescere e sviluppare il polo tecnico scolastico? Perché non si dialoga con i privati per trovare una destinazione utile al complesso della ex Conceria? Perché forse l’idea del Sindaco, peraltro non nuova e forse neppure funzionale è quella di tentare la rivitalizzazione del centro storico riportando all’interno di questo molte delle funzioni oggi sparse per la città. Potrebbe funzionare se esistesse un piano organico e dettagliato di come  verranno sistemate le infrastrutture, parcheggi, viabilità, percorsi pedonali e con quale razionalità queste riallocazioni troverebbero i loro spazi. In assenza di un piano preventivo, di un’idea di città è lecito dubitare che interventi spot possano cambiare la situazione di coma profondo nel quale versa il centro storico. Inoltre pare poco incline al confronto e al dialogo il Sindaco, più propenso ad omaggiare i suoi grandi elettori, le società sportive con gli annessi e connessi per preoccuparsi se la città ha ancora le energie per uscire dal buio nel quale è caduta. Si potrebbe dire lasciatelo lavorare, è in carica da pochi mesi. E’ vero, ma come dice il proverbio  “il buon giorno, si vede dal mattino”.

R.an