Porto San Giorgio, Vendita del Palazzo del Comune? Si può fare di più!

000comuneportosDa alcuni giorni ferve un vivace dibattito tra addetti ai lavori e non sulla possibilità ventilata dal Sindaco Loira di mettere in vendita l’edificio che ospita il comune. Proposito condiviso sostanzialmente dalla maggioranza degli intervenuti pur con ricette diverse e soluzioni in parte condivisibili. Confabitare tradizionalmente abituata a suggerire soluzioni più che addentrarsi nei meandri delle logiche politiche vuole sottolineare essenzialmente due aspetti significativi, il primo è la necessità spesso disattesa da parte delle amministrazioni comunali di saper ascoltare i cittadini, le associazioni, le forze politiche al fine di trovare la sintesi migliore, la seconda come diretta discendenza della prima vuol dimostrare che da un confronto serrato possono uscire soluzioni innovative ed utili alla città. Due in particolare ci sono parse le prese di posizione più interessanti in questi giorni, quella dell’ex assessore Massimo Agostini favorevole alla vendita dell’edificio comunale con una significativa plusvalenza e il successivo utilizzo dell’area ex ferrovieri per la nuova sede comunale. La seconda attiene alla sollecitazione di Betty Squadroni la quale sottolinea la necessità di dare impulso al turismo con investimenti nei servizi, sua a carico dell’ente pubblico quanto a carico dei privati. Le due proposte, secondo Confabitare vanno nella direzione giusta e possono essere ulteriormente dettagliate ed integrate secondo una precisa e puntuale scaletta temporale.

La prima fase  secondo Confabitare dovrebbe vedere impegnato il Comune a frazionare l’edificio attuale in più unità al fine di rendere più facile ed appetibile l’operazione, sia sotto il profilo economico, sia attraverso il cambio di destinazione mirato delle varie porzioni immobiliari. La seconda fase è legata al recupero immediato attraverso lo strumento della permuta di un edificio in zona commerciale, sulla strada fermana da adibire a municipio. Lo scopo evidente è quello di rivitalizzare un area sostanzialmente mai decollata insediandovi i servizi comunali che potrebbero fare da volano ad una nuova vitalità del comparto, decongestionare il centro cittadino, oltre alla possibilità di acquisire un edificio scheletrato ed adattarlo alle esigenze del comune con tutte le più moderne tecnologie legate al risparmio energetico, gestione integrata dei rifiuti, assoluta autonomia energetica e spazi interni modulabili, con costi assolutamente contenuti. La terza fase provvedere alla vendita delle porzioni rimanenti del vecchio edificio comunale ricavando il massimo della plusvalenza attraverso cambi di destinazione oculati ed orientati come suggeriscono molti degli intervenuti all’uso turistico. L’area ex ferrovieri, per dar conto dei suggerimenti della Squadroni  sarebbe il luogo ideale dove realizzare, in un progetto integrato, coinvolgendo anche l’ex cinema Italia un polo con piscina sul tetto, serra botanica, farm, sala convegni, biblioteca, emeroteca oltre a parcheggi interrati e servizi destinati all’accoglienza. Tutto allo scopo di allungare la stagione turistica e provare ad intercettare il turismo convegnistico o religioso con strutture e servizi adeguati, oltre che con la crescita dell’offerta ricettiva, all’interno della quale potrebbe trovare spazio la proposta di utilizzare le seconde case, a patto si tratti di immobili di un certo pregio e non di edifici privi dei necessari standard abitativi.

Ufficio Stampa Confabitare Fermo