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Furniture music for new primitives, il nuovo lavoro di Paolo Tarsi

000paolotarsiEsce per la Cramps, uno dei marchi più importanti della discografia italiana, il ritratto pop

dell’avanguardia tracciato dal compositore in omaggio a Burroughs

“Niente è vero. Tutto è permesso”

William S. Burroughs, Le Città della Notte Rossa.

Furniture music for new primitives (musica d’arredamento per nuovi primitivi) è il titolo del

nuovo album del musicista e compositore Paolo Tarsi in uscita per la collana POPtraits

Contemporary Music Collection di Cramps Music e l’etichetta Rara Records. Il disco è stato

presentato in anteprima su Battiti di Radio Rai 3 lo scorso 5 febbraio, data in cui si è chiuso il

centenario dalla nascita di William S. Burroughs. Il concept dell’album, infatti, ruota attorno al

romanzo Le città della notte rossa (1981), punto di riferimento sul piano formale per costruire i

capitoli di questo lavoro e primo volume tratto da The Red Night Trilogy (1981-87), la trilogia dello

scrittore Beat che comprende anche Strade morte e Terre occidentali.

Composto interamente da brani di Paolo Tarsi, l’album è un ritorno alle origini del minimalismo e

vede dialogare tra loro musica contemporanea, rock sperimentale e improvvisazione in un

percorso arricchito dalla presenza di tantissimi ospiti. A partire dai Junkfood, formazione math

rock composta da Paolo Raineri (tromba) – nonché membro del progetto KOMARA con David

Kollar e Pat Mastelotto dei King Crimson –, Michelangelo Vanni (chitarra elettrica), Simone

Calderoni (basso) e Simone Cavina (percussioni), le cui geometrie sonore mutuate da free, avant

jazz, elettronica, dark ambient e industrial rivivono nella loro interpretazione di Electric Sakuhin, tra

echi di post-rock e sperimentazione contemporanea.

Di particolare rilievo, poi, la partecipazione al progetto da parte di Paolo Tofani (Area –

International POPular Group) che con la sua trikanta veena accompagna in Construction dans

l’espace et le silence (ispirata a un’opera di Antoine Pevsner) la formazione d’archi Quartetto

Maurice su interferenze elettroniche a cura di Roberto Paci Dalò (presente nel disco anche con il

suo clarinetto basso), così come quella dell’organista jazz Gianni Giudici, qui al pianoforte

elettrico, e del sassofonista d’avanguardia Michele Selva.

Dedicato a Richard Wright dei Pink Floyd, Cluster #2 è stato scritto appositamente per il duo

composto dall’ex Afterhours (e ora Der Maurer) Enrico Gabrielli – polistrumentista nei Calibro 35

e arrangiatore per Dente, Morgan, Vinicio Capossela – e Sebastiano De Gennaro, percussionista

e ricercatore musicale in forza alle band di Luci della Centrale Elettrica e Baustelle, a cui si

aggiunge la chitarra di Diego Donati. In the total animal soup of time è, invece, un cut-up musicale

ispirato al poema Howl di Allen Ginsberg in cui sono riassemblati, punctus contra punctum,

frammenti tematici tratti da I.G.Y. (What a Beautiful World) di Donald Fagen e dalle Variazioni

Enigma di Edward Elgar.

Per il titolo l’album prende spunto in parte dalla traduzione in inglese di musique d’amaublement,

l’espressione coniata da Erik Satie per definire l’ultima fase della sua produzione (letteralmente

significa “musica da arredamento”, talvolta tradotta con “musica da tappezzeria”) anticipatrice

concettualmente dell’ambient music di Brian Eno. Ma non solo. È al tempo stesso specchio e

metafora di un mondo, quello in cui viviamo, completamente saturo di segnali e modi di

comunicare, popolato da creature virtuali che sembrano muoversi come dei nuovi primitivi di fronte

alle possibilità tecnologiche del XXI secolo.

Registrato principalmente negli studi Pink House di Monsano (An), ma anche nel torinese

(Recording Room Music), Milano (Terribile Studio), Rimini e Piacenza, il disco è una produzione

dell’etichetta Rara Records – per cui sono usciti lavori di Ennio Morricone e l’ultima registrazione

di Giulio Capiozzo, membro fondatore degli Area – che vede la luce in collaborazione con uno dei

marchi più importanti della discografia italiana, la Cramps, inserendosi come secondo volume

della collana POPtraits Contemporary Music Collection (l’uscita precedente vedeva protagonisti

nientemeno che Paolo Tofani e Alvin Curran), mentre l’artwork è frutto della collaborazione con

l’artista Luca Domeneghetti, il grande fotografo Roberto Masotti (Cramps, ECM, etc.) e il

compositore, regista e artista visivo Roberto Paci Dalò.

Paolo Tarsi | Furniture music for new primitives

label: Cramps Music – POPtraits / Rara Records

musiche: Paolo Tarsi

cover/artwork: Luca Domeneghetti

photo: Roberto Masotti (Oppelà 1 e 2, 2015), Roberto Paci Dalò (Trame, 2014)

n° catalogo: CRSCD 0115

cd & digital release: lunedì 22 giugno 2015

 

Tracklist

1. Dreamtime | feat. Roberto Paci Dalò

2. Cluster #2 | feat. Enrico Gabrielli/Der Maurer, Sebastiano De Gennaro, Diego Donati

3. Electric Sakuhin | feat. Junkfood

4. In the total animal soup of time (an index of secrets) | feat. Roberto Paci Dalò, Gianni

Giudici, Michelangelo Vanni (Junkfood)

5. A lenta percezione | feat. Enrico Gabrielli/Der Maurer

6. The melody haunts my reverie | feat. Michele Selva

7. Construction dans l’espace et le silence | feat. Paolo Tofani, Quartetto Maurice, Roberto Paci

Dalò

8. Minutes to Go | feat. Paolo Tofani

Paolo Tarsi ha composto musiche per mostre di Paolo Cotani, Mario Giacomelli, Andy Warhol e

collabora con gli artisti Marco Tirelli e Tullio Pericoli. Parallelamente realizza perfomance e

installazioni per gallerie e musei d’arte contemporanea quali il MAXXI di Roma, il MUSMA di

Matera e il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro. Specializzatosi nella composizione di colonne

sonore per il cinema con il premio Oscar Luis Bacalov, suona con il chitarrista Paolo Tofani nel

progetto AREA Open Project e ha lavorato con musicisti dell’attuale scena elettronica, jazz e rock.

Suoi studi di carattere musicologico sono apparsi su riviste specialistiche e rivolgono particolare

attenzione alla musica del secondo Novecento, ai rapporti tra musica e altre forme d’arte e

all’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop. Scrive per “Il Giornale della

Musica”, “Alfabeta2” e “Artribune”. Dal 2010 fa parte del gruppo Argo con cui pubblica una serie di

romanzi collettivi (nel tempo collaborano con Argo personalità quali Edoardo Sanguineti, Marina

Abramović, Wu Ming, Michela Murgia, Erri De Luca, Aldo Nove, Paolo Nori, Antonio Rezza e

Flavia Mastrella, etc.). Dal 2014 cura la rassegna di musica contemporanea “Contemporary

Jukebox”. Nel 2015 pubblica per Trovarobato Parade il disco “Dream in a landscape”, dedicato a

John Cage e Marcel Duchamp, in collaborazione con il duo elettronico Fauve! Gegen A Rhino.