Garanzia Giovani più di un flop!

00ggflopAbbiamo seguito fin dall’inizio un progetto, Garanzia Giovani, che nelle intenzioni del Ministro del lavoro avrebbe dovuto aiutare i giovani, fino a 29 anni, senza lavoro e non occupati nello studio, a trovare il filo di una occupazione. Fin dall’inizio abbiamo criticamente messo in luce gli aspetti positivi e quelli negativi in grado di minare dalle fondamenta un progetto condivisibile  e ammirevole  nelle sue proiezioni. Fin da subito abbiamo messo in luce il vivace attivismo dei politici”, presidenti di Regione provincia in testa, pronti a magnificare la bontà di garanzia Giovani e a trovare uno spazio di visibilità incuranti o ignoranti delle conseguenze di un flop. Perché è stato un flop. Oggi lo scrivono in tanti e lo certifica anche il Ministro del lavoro che si appresta a correre a i ripari con due decreti in corso di registrazione alla Corte dei Conti. Non vogliamo ripercorrere le righe di quanto abbiamo più volte sottolineato in questi mesi, ma far capire come non fosse difficile accorgersi, in particolare per gli addetti ai lavori, della debolezza di Garanzia Giovani e di come soggetti senza scrupoli potevano approfittarne. I fondi stanziati e in parte mai arrivati, come certificano progetti analoghi sviluppati in altri Paesi erano assolutamente insufficienti, tanto che molti tirocini non sono mai partiti e quelli partiti solo in parte pagati. I Centri per l’impiego, delle Provincie e qui sta la colpevolezza dei politici non funzionano o funzionano  a scartamento ridotto, potevano non saperlo i Presidenti e gli assessori provinciali che hanno presenziato ai convegni pomposi di presentazione del progetto? Tutti sapevano, altra responsabilità, la scarsa adesione delle aziende, requisito primario per il decollo di garanzia Giovani, chi doveva intermediare con le aziende per farle aderire alla convenzione? Chi doveva vigilare affinché coloro che venivano avviati ai tirocini non fossero invitati alla fine a sottoscrivere altre tipologie di contratto?  Ad oggi i giovani che hanno trovato uno sbocco lavorativo, si fa per dire, sono una esigua minoranza, le selezioni con la profilazione del candidato è poco utile alle aziende, queste sono in numero insufficiente per poter spalmare la enorme platea di senza lavoro iscritti nelle liste di profilazione. Contiamo sul fatto che qualcuno abbia la curiosità di avviare una indagine conoscitiva, magari prima di porre la propria candidatura per un nuovo scranno e magari prima di presenziare a convegni o forum di presentazione si studi per bene il progetto ed assuma le necessarie prese di posizione in favore di trasparenza e congruità, magari a scapito di un titolo sul giornale.

ARES