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Ora le Riforme

00riformeChiusa la partita del Quirinale si passi con decisione a scrutinare l’agenda delle riforma. Il Premier per una volta lasci da parte gli annunci roboanti per individuare un metodo condiviso con le forze politiche di buona volontà per portare  a termine nel più breve tempo possibile alcuni punti qualificanti del programma di governo. Magari facendo attenzione alle modalità di scrittura delle norme, evitando gli scivoloni degli ultimi mesi. Ci sono da tempo emergenze che non possono più attendere meline, manfrine e patti di varia natura. Il Parlamento va messo dinnanzi alle proprie responsabilità e quindi in pichi mesi, approfittando della congiuntura favorevole sui cambi, sul prezzo del petrolio, sulla cresciuta fiducia dei consumatori, il Premier non può non mettere mano alla radicale riduzione della spesa pubblica, tenendo conto che il debito del Paese in questi mesi è ancora cresciuto. Non può non avviare realmente la riforma della Pubblica Amministrazione, il taglio definitivo delle Provincie, l’accorpamento per legge dei piccoli Comuni, l’azzeramento della maggior parte delle partecipate pubbliche e delle municipalizzate. Non può non fare quanto in suo potere per far approvare la riforma della giustizia, la riforma del fisco, interventi urgenti e concreti per il rilancio dell’economia, tenendo conto del rating dei titoli del nostro debito pubblico, che impongono scelte dolorose, magari impopolari, ma non più rinviabili. Non può infine non sollecitare la riforma dell’ordinamento regionale, l’accorpamento delle regioni e l’abolizione di quelle a statuto speciale con tutte il loro corredo di spese oramai insostenibili. Ci sarebbe altro da fare, ma temiamo il premier non avrà il tempo, pur portando a termine la legislatura, per cui meno slide e più fatti.

ARES